Le roulotte partono prima dello sgombero

Non hanno atteso l’ultimatum imposto dall’ordinanza di sgombero decisa dal sindaco: i nomadi accampati in via Molinara di Desio hanno levato le tende senza aspettare l’intervento della polizia locale e dei carabinieri che questa mattina erano pronti a far rispettare il provvedimento firmato cinque giorni fa da Giampiero Mariani, il primo cittadino.
I macedoni, in tutto una ventina d’adulti e dieci tra bambini e ragazzi, dopo aver minacciato una clamorosa protesta davanti alla sede del municipio hanno preferito evitare guai. Ieri mattina sono partite le prime due roulotte, mentre nel tardo pomeriggio hanno lasciato il campo altri tre camper. In ogni caso, i nomadi, che l’altro giorno in Comune mostravano la carta d’identità con indicata la loro residenza a Desio, l’autorizzazione per svolgere l’attività di commercio ambulante, il certificato di attribuzione della partita iva e la bolletta pagata della tassa rifiuti, sono notevolmente infuriati con l’amministrazione che dallo scorso mese d’aprile governa la città.
In via Molinara è rimasto solo un nomade «bloccato» sul posto perché agli arresti domiciliari per via di una condanna che gli è stata inflitta dal Tribunale di Monza per furto. Se avesse seguito i connazionali, avrebbe rischiato di finire in carcere con l’accusa di evasione.
Per lui è scattata una deroga rispetto all’ordinanza disposta dal sindaco che in ogni caso ha deciso la «tolleranza zero» dopo aver sentito il parere della giunta e aver attentamente visionato i rapporti stilati a seguito dei sopralluoghi della polizia locale.
«Non sappiamo dove andare – racconta Zivko, il capo della piccola comunità -. Vedremo di trovare una soluzione anche se in questi momenti è difficile trovare comuni ospitali. Resto stupito davanti alla decisione del sindaco. Noi non abbiamo mai recato guai, anzi abbiamo chiesto anche l’assegnazione di una casa popolare».
Di parere opposto, Giorgio Bianco, assessore alla Sicurezza, che afferma: «Abbiamo tollerato per mesi questa situazione ma ora le cose sono diventate insostenibili. Il nomade deve rispettare le regole della convivenza civile. Il sindaco ha firmato l’ordinanza per dire no al degrado e a condizioni disumane di vita. Teniamo conto che alcune di queste persone sono state avvicinate dai funzionari dei nostri servizi sociali, ma si sono sempre opposti ad ogni tipo di aiuto».
«Non possiamo permettere che si vada oltre. È nostro dovere - conclude Bianco - tenere alta l’attenzione a tutela della cittadinanza».