«Rovesceremo il governo libanese»

Beirut. Il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha minacciato ieri di mobilitare la piazza per rovesciare il governo libanese di Fuad Siniora che, ha detto, «ha perso ogni credibilità dopo le dimissioni di sei ministri». Nasrallah vuole che il primo ministro accolga le richieste di Hezbollah per la formazione di un governo di unità nazionale. Il numero uno del movimento estremista sciita ha comunque escluso lo scoppio di una guerra civile nel Paese.
Lunedì un sesto ministro, vicino a Hezbollah e ad Amal (altra formazione sciita), si era dimesso. Sabato, dopo il fallimento delle trattative per la formazione di un governo di unità nazionale, i due partiti sciiti avevano ritirato dal governo i loro cinque ministri. I due partiti vogliono un terzo dei ministeri per avere il diritto di veto sulle principali questioni.
Il presidente libanese, il cristiano-maronita e filosiriano Ehud Lahoud, è intervenuto ieri per bloccare l’istituzione di un tribunale internazionale che individui e giudichi i responsabili dell’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri. Nel mirino degli inquirenti c’è Damasco. Secondo Lahoud, il via libera dato lunedì dal governo non può essere considerato legittimo dal momento che l’esecutivo era a ranghi ridotti a causa delle dimissioni dei sei ministri sciiti.