Rovinato da Adorno, s’incatena

Un uomo si è incatenato ieri mattina davanti all'ingresso del palazzo di Giustizia di Genova esibendo un cartello con la scritta: «alla mafia lo stato garantisce diritti alle vittime no».
L'uomo sostiene di essere un ex imprenditore di Chiavari «rovinato» dal fallimento della Gepco del marchese Giacomo Cattaneo Adorno. L'uomo, che ha spiegato di essere stato anche processato per bancarotta e di essere stato assolto, protesta contro i tempi lunghi della giustizia e chiede di poter parlare col procuratore capo del capoluogo ligure. Intanto del marchese Giacomo Cattaneo Adorno condannato a scontare quattro anni per tangenti e mai rintracciato, non si hanno più notizie da parecchio tempo. L’uomo ha fatto perdere le proprie tracce dopo la sentenza della corte di cassazione in seguito alla vicenda di una maxi tangente di 3 miliardi e 600 milioni di lire versata durante le Colombiane.
Il fallimento della società del nobile genovese ammonta a circa 20 milioni di euro: i problemi che si sono creati a valanga dopo il fallimento della Gepco sono stati numerosissimi a causa dei numerosi cantieri aperti e dei lavori mai conclusi, che hanno coinvolto molte persone che sono state rovinate dal crack. Evidentemente gli effetti della bancarotta non sono ancora finiti e molte sono le persone rimaste coinvolte.