Rowling a caccia di bestseller e di altri "animali fantastici"

Esce la sceneggiatura del film con Redmayne: il primo di una serie di cinque. Evidenti i richiami a Harry Potter

Perché leggere la sceneggiatura di un film che è già stato un successo al cinema? Perché lo spettatore di Animali fantastici e dove trovarli, la pellicola con protagonista Eddie Redmayne, entra nel mondo di un film scritto da J.K. Rowling; il lettore di Animali fantastici e dove trovarli, la sceneggiatura, entra nel mondo di J.K. Rowling. Ed è un'altra cosa. E non è vero che non sia Harry Potter: certo, tecnicamente non lo è, perché il protagonista è Newt Scamander, Magizoologo, ovvero esperto di creature magiche, vissuto molti decenni prima di Harry, visto che il primo episodio della nuova saga è ambientato nel 1926. A New York, non a Hogwarts. Però c'è tutto l'universo potteriano e ci sarà anche Hogwarts, nei prossimi episodi: ne sono previsti altri quattro (il prossimo uscirà nel 2018) e il finale coinciderà con il 1945. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale per i Babbani, l'anno del grande duello fra Silente e Grindelwald per il mondo magico. Animali fantastici e dove trovarli. Screenplay originale esce domani in Italia, pubblicato da Salani come tutti i libri della Rowling e racconta il mondo prima di Harry: Newt Scamander sbarca Oltreoceano con una valigia (magica) piena di creature fantasmagoriche come il Velenottero, lo Snaso, il Tuono Alato, l'Occamy. Però perde il suo tesoro, e gli animali fantastici iniziano a circolare per New York... Una Grande Mela dove accadono cose terribili: morti misteriose, distruzioni improvvise, masse simili a fantasmi che si aggirano per le strade terrorizzando i Babbani, che in America si chiamano No-Mag, non-magico.

Tutto questo non si vede: è J.K. Rowling a raccontarlo. Così per esempio descrive il Velenottero che salta fuori dal suo bozzolo: «Simile a un pipistrello, ma spinoso e colorato». Newt Scamander? È un uomo «dalla faccia vissuta, segaligno, in un vecchio cappotto blu». È seduto su una panchina su una nave passeggeri, di fronte c'è la Statua della Libertà e «accanto a lui c'è una valigia di logoro cuoio marrone». Il Nuovo mondo si apre per tutti. Newt Scamander non è Harry Potter, ma come lui lotta contro le forze del male: e lo fa non per esibizione di eroismo, bensì perché le circostanze lo portano ad agire e a scegliere. Anche il giovane Scamander è un prediletto di Silente. Anche Scamander ama e difende, per istinto, i deboli: le creature fantastiche, gli animali che accudisce con pazienza da genitore e attenzione da scienziato. Lo Snaso, il Graphorn («uno smilodonte, ma con i tentacoli al posto dei denti a sciabola»), il Fwooper, «minuscolo uccello rosa shocking», gli Asticelli e poi Frank, «un magnifico Tuono Alato: simile a un grande albatros, ha splendide ali che luccicano come il sole fra le nubi»: esseri insoliti, difficili da trattare (spesso mordono, spesso scappano, alcuni rubano...), perfino paurosi o schifosi. Ma non ostili per natura. Non colpevoli: come il cucciolo di drago di Hagrid, i centauri della Foresta Proibita di Hogwarts, l'ippogrifo condannato ingiustamente che Harry salva nel Prigioniero di Azkaban, che poi è lo stesso animale che, nell'Orlando Furioso, aiuta Astolfo ad andare sulla Luna per recuperare il senno di Orlando...

Tutto torna, nel mondo di J.K. Rowling: rimandi letterari e auto-rimandi, nella architettura di una storia sempre più ampia. Non basta più la scuola dei maghetti: ci vuole il mondo intero, New York, poi Londra e Parigi, ci vogliono maghi oscuri come Geller Grindelwald che neanche gli Auror riescono a sconfiggere, ci vogliono streghe sexy e intelligenti come Tina e sua sorella Queenie, che legge nel pensiero, amori che nascono, madri crudeli. Bambini oppressi e maltrattati: è dalla loro anima ferita da chi avrebbe dovuto amarli e proteggerli che può nascere il male, incontrollabile. È uno dei temi più cari alla Rowling, non solo nella saga di Harry Potter, anche nel Seggio vacante: è quello che succede al giovane Tom Riddle, il futuro Lord Voldemort, è quello che sarebbe potuto accadere a Harry.

Poi c'è Jacob, il No-Mag che ha accesso alla valigia di Newt Scamander: «Jacob, pieno di meraviglia, entra in questo mondo». In quel rettangolo di cuoio si nascondono animali incredibili, ciascuno nel proprio habitat. C'è un'altra realtà. Chi è Jacob? Il lettore, il fan, colui che non sapeva della magia, ma in fondo l'ha sempre sognata. Vorrebbe fare il pasticciere per rendere felice la gente, si ritrova in un universo da cui non vorrebbe più uscire, nonostante i pericoli: è vero, un Purvincolo l'ha morso, ma la bellissima Queenie gli ha preparato uno strudel impastando gli ingredienti per aria ai cenni della sua bacchetta... Il No-Mag, il Babbano, dovrà essere obliviato: è il destino di chi della magia non deve neanche sapere, di doverla dimenticare. Anche se può continuare a percepirla, sotto sotto.

Nella sceneggiatura sembra di vedere al lavoro l'immaginazione di J.K. Rowling, come ha costruito i personaggi, definito ogni dettaglio, le loro parole, l'intenzione dietro un sorriso, il tono della voce. Come ha realizzato, passo dopo passo, il mondo di Harry e il nuovo mondo precedente, che in parte spiega quello già conosciuto. E infatti i libri rimangono al centro del fenomeno Harry Potter: su una stima totale di 22 miliardi di dollari, i libri ne valgono 8,2 e sono secondi solo ai film (11,6). Harry Potter e il bambino maledetto (sceneggiatura di uno spettacolo teatrale) è stato il bestseller dell'anno in Gran Bretagna (dove i libri della Rowling hanno venduto per 20 milioni di sterline) e negli Stati Uniti, oltre che in Italia. Per alcuni le ultime pubblicazioni sono state troppo commerciali. Di sicuro in questo senso non hanno fallito. Ma chi abbia aperto i libri ha ritrovato l'universo che cercava. L'impressione è che resti ancora molto da scoprire.