RU486, Aifa: "Delibera coerente". Sacconi: no, così è incompatibile

Il cda dell'Agenzia del Farmaco ha deciso di non modificare la delibera per l'immissione in commercio della pillola RU486. Sacconi: &quot;Senza ricovero ospedaliero si evidenzierà una manifesta incompatibilità con la 194&quot;<br />

Roma - "Il Consiglio di amministrazione dell’Aifa rimette al ministro del Welfare e alle autorità competenti l’emanazione dei provvedimenti applicativi o specificativi della delibera" di luglio sulla pillola abortiva Ru486, "atti a garantire il pieno rispetto della legge 194/78, nonchè l’osservanza sul territorio delle modalità di somministrazione del farmaco". Lo precisa il Consiglio di amministrazione dell’Aifa, che nella riunione di oggi ha affrontato il nodo Ru486 dopo le richieste avanzate dalla Commissione Sanità del Senato e le osservazioni del ministro del Welfare Maurizio Sacconi. "Il ministro nella sua lettera - precisa l’Agenzia in una nota - si riferisce al regime di ricovero ordinario, ed avendo l’Aifa competenze limitate al regime di fornitura/modalità di dispensazione del farmaco (titolo VI Legge 219/2006)" il Cda passa la palla al responsabile del dicastero.

Sacconi: "O segue 194 o azioni conseguenti" "Se non si riscontrerà la effettiva, diffusa, pratica del ricovero ospedaliero ordinario per le persone sottoposte ad aborto farmacologico, si evidenzierà una manifesta incompatibilità con la legge 194, di cui dovrebbero prendere atto Parlamento e Commissione europea per le decisioni conseguenti": è il ministro del Welfare Maurizio Sacconi a spiegarlo commentando la notizia della decisione dell’Agenzia del farmaco di non modificare la delibera di autorizzazione della pillola abortiva Ru486 in Italia.