Rubò 23 milioni dai conti correnti dei clienti: condannato a 4 annie e 4 mesi

La sentenza con rito abbreviato: il funzionario di banca, di soli 28 anni, aveva sottratto denaro ai clienti più facoltosi. La procura aveva chiesto 5 anni e 4 mesi di reclusione

Condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione Luca Mario Zanzottera, il funzionario di banca arrestato lo scorso marzo dalla Guardia di finanza con l'accusa di aver sottratto dai conti di almeno quattro facoltosi clienti della Banca Bsi 23 milioni di euro. La condanna è stata inflitta con giudizio abbreviato dal giudice per l'udienza preliminare Giulia Turri. Il pubblico ministero Stefano Civardi aveva chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere. Zanzottera, 28 anni, era stato arrestato per associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato dalla fraudolenza in seguito alla denuncia presentata dalla Banca Bsi. Il manager, che si occupava della gestione dei grandi patrimoni, avrebbe simulato nel tempo di aver ricevuto dai clienti della banca d'affari disposizioni di autorizzazione, orali, scritte o telefoniche, per bonifici o prelievi in contanti. I soldi, secondo gli investigatori sarebbero stati convogliati in conti di altre persone e società in Italia e all'estero, che avrebbero simulato transazioni immobiliari per giustificare i passaggi di denaro. Grazie anche alle collaborazione con le autorità elvetiche, nel corso delle indagini sono stati ricostruiti i flussi finanziari e sono stati sottoposti a sequestro, in Italia e in Svizzera, somme e titoli per un valore di oltre 12 milioni. Altri tre indagati erano stati arrestati in Svizzera, a febbraio, con l'accusa di truffa, amministrazione infedele e riciclaggio. Mentre in occasione dell'arresto di Zanzottera, il gip Caterina Interlandi aveva emesso analoghe misure di custodia cautelare in carcere a carico di Giuseppe Tripodi, 40 anni, e Marco Paoli, 47, due dei complici già finiti in manette in Svizzera perché si sarebbero occupati dell'organizzazione delle strutture societarie per convogliare il denaro carpito con le fraudolente movimentazioni del manager bancario. Davanti al gip, Zanzottera si era difeso, accusando i faccendieri italiani residenti a Lugano di averlo minacciato.