Ruba da Coin per la seconda volta Fermato dalla stessa guardia

Un ladro che ruba spesso nel solito grande magazzino «beccato» e consegnato nelle mani della polizia per la seconda volta e dalla medesima vigilante; due nomadi prese mentre tentano di forzare la porta di un’abitazione che credono vuota. Un fine settimana decisamente duro per quelli che avrebbero dovuto finire nella lunga lista dei «soliti ignoti». Costretti stavolta ad abdicare al loro ruolo di fantasmi del furto. «Ma ancora lavori qui?». Così ha chiesto, stupito, Pasquale La Spesa - 34enne, nato a Rho e residente a Milano, con numerosi precedenti - alla vigilante del «Coin» di piazza Cinque Giornate che domenica, alle 17, lo ha bloccato e poi fatto arrestare mentre tentava di allontanarsi con un giubbotto di pelle, un paio di calze e una cintura del valore totale di 308 euro. Era la seconda volta, infatti, che la donna, nel giro di due anni, lo «beccava», dopo che nel camerino aveva staccato le placche antitaccheggio dagli abiti da portarsi via. Lui le ha dato una violenta spinta per poi scappare verso via Premuda, ma la donna lo ha seguito, contattando nel frattempo il 113 e la polizia ha bloccato La Spesa alla fermata del tram mentre, in una giacca color senape che teneva in mano, teneva avvolta la merce rubata. Più o meno alla stessa ora, in un appartamento di via Conciliazione, un 41enne, Eugenio R., mentre era in casa con la moglie, ha sentito suonare più volte il campanello e, insospettitisi da quella scampanellata inusuale, pur in attesa di amici, non hanno aperto subito la porta. Ed è così che hanno potuto sentire che qualcuno tentava di forzarla. Guardando dallo spioncino hanno visto tre giovani nomadi che, dopo la «prova campanello», convinte che in casa non ci fosse nessuno, cercavano di entrare. Allora Eugenio R. ha chiamato la polizia. Quindi lui stesso ha bloccato una delle ladre. Solo una delle rom - tutte del campo di Baranzate di Bollate - una croata di 20 anni, è stata arrestata; una 16enne è indagata, mentre una terza è fuggita.