Ruba pistola all’agente e la punta ai pazienti: sparatoria al Galeazzi

Clandestino tenta di evitare un controllo poi viene ferito alla gamba da un poliziotto

Temendo un controllo di polizia, un nordafricano clandestino, che si era fatto medicare alcune coltellate al Galeazzi, ha disarmato l’autista di una volante, ha puntato la pistola contro pazienti, passanti e il capo pattuglia, tirando più volte il grilletto. Senza accorgersi che l’arma aveva la sicura. Alla fine è stato fermato da un poliziotto che gli ha sparato a una gamba.
Ora l’uomo è a Niguarda, con una prognosi di 40 giorni. Ha dichiarato di essere egiziano e avere 29 anni, ma sono in corso verifiche per accertarne l’identità. E soprattutto chi lo abbia conciato in quel modo, ha tagli su braccia e torace, e perché fosse pronto ad ammazzare chiunque gli si parasse davanti, pur di evitare di essere identificato.
La vicenda inizia in tarda mattinata al pronto soccorso del Galeazzi, dove il clandestino viene accompagnato da un paio di amici per essere medicato per alcune coltellate ricevute in chissà quale scontro. Coperto di sangue com’è, viene fatto passare davanti a tutti, suscitando le ire di un altro paziente. L’uomo, che lamenta da quattro giorni un dolorino al braccio e si dichiara giornalista, inizia a dare in escandescenze, accusando il personale medico di inefficienza. Infine, urlando il classico «Lei non sa chi sono io», giura che farà uno scandalo. Esce il medico che tenta inutilmente di calmarlo e a quel punto gli altri pazienti in attesa decidono di chiamare il 113.
Dentro intanto è appena finita la medicazione del nordafricano che come sente la parola «polizia» scatta come una molla dal lettino e se la dà a gambe levate ancora con la flebo degli antibiotici al braccio. Fuori viene intercettato dai due poliziotti arrivati proprio in quel momento. L’autista lo porta alla volante per accompagnarlo poi in questura, mentre il capo pattuglia entra nell’astanteria per calmare l’agitato giornalista. Ed è a questo punto che lo straniero colpisce con un calcio il primo poliziotto, lo disarma, «scarrella» l’arma per inserire il colpo in canna e minacciare tutti i presenti. Quindi la fuga.
Dal pronto soccorso esce il capo equipaggio che salta in auto con il collega e inizia l’inseguimento. Per strada è già panico, perché il fuggitivo minaccia chiunque gli si pari davanti. Fatti pochi metri lo raggiungono, ma il nordafricano non si arrende, anzi continua a scarrellare e premere il grilletto. Ma il colpo non parte, perché la pistola ha la sicura: forse inserita direttamente dall’agente, forse fatta scattare dallo stesso fuggiasco. Si tratta infatti di una levetta posta sotto il carrello e una mano poco esperta può farla ruotare inavvertitamente. Ma il capo pattuglia non può ancora saperlo e per fermarlo decide con encomiabile freddezza e professionalità di sparare: un unico colpo alla gamba che pone fine alla disperata avventura del clandestino. Ora si tratterà di accertare chi sia e cosa nasconda il suo passato per costringerlo a un gesto così estremo.