Rubano le grondaie di rame nel cimitero

Scomparsi dieci pluviali. Il sindaco: «Il colpo compiuto da una banda di professionisti»

Marco Pirola

Un cimitero senza pace quello di Misinto. Messe nere? Fuochi fatui? Zombie? Niente di tutto ciò. Più semplicemente è stato visitato dai ladri. Ma non comuni ladruncoli di ceri e lumini votivi, ma una banda organizzata che si è fatta beffa anche del sistema di allarme. E che cosa c’è da rubare in un cimitero di provincia perduto nelle nebbie del parco delle Groane? Rame, antico, ma volgarissimo rame.
Nella notte tra venerdì e sabato, i soliti ignoti hanno messo a segno un colpo in tutta pace e tranquillità. È proprio il caso di dirlo e la battuta è scontata. Dal camposanto cittadino sono spariti 10 pluviali in rame. Canaline che servono ad incanalare l’acqua piovana ed evitare che rovini la facciata. Rame, materiale prezioso e appetibile date le sue quotazioni. Ma la cosa ha dell’incredibile perché la banda per mettere a segno il colpo ha utilizzato una tecnica degna di Missione impossibile. Infatti il cimitero di Misinto è protetto da un sistema di videosorveglianza con tanto di telecamere in grado di registrare quanto passa davanti all’obiettivo. Fatto il danno, le forze dell’ordine pensavano che i ladri fossero stati immortalati e quindi facilmente identificabili. Sorpresa. Durante le ore di riprese chi ha compiuto il furto è stato così attento che nemmeno un fotogramma è utilizzabile dagli inquirenti. Approfittando sia delle piante che nascondevano in parte la visuale alla telecamera che altri accorgimenti, senza neanche toccarne o romperne una, sono riusciti a compiere l'impresa senza lasciare traccia. «Nessuna immagine rilevante - commenta Fabrizio Sala, primo cittadino di Misinto tra i primi ad accorgersi del misfatto - si sono dimostrati veri e propri professionisti e tutto per dieci pluviali di rame».