Rubate oltre 54 pistole da collezione

Alberto Vignali

Il tranquillo borgo delle Grazie, nel Comune di Porto Venere, si è svegliato alla notizia di uno strano furto. Sono sparite oltre 54 pistole, una collezione unica, tutte perfettamente funzionanti, da quelle più pregiate a quelle «militari»; un'armeria completa che da una parte ha un valore commerciale che ben supererebbe i 70 mila euro (ed è una stima approssimata per difetto) e dall'altra avrebbe un potenziale di fuoco incredibile se arrivasse nelle mani sbagliate. Il furto non è stato però commesso in un negozio specializzato o in qualche magazzino, bensì in un normale appartamento. Un'azione precisa, troppo per non destare qualche sospetto, da tre, forse quattro persone, che hanno agito in piena sicurezza, quando non era ancora sera, incuranti di farsi notare e andati a colpo sicuro come se sapessero bene cosa stavano cercando.
In quella casa, un appartamento in un palazzo discretamente isolato, ma in ogni caso inserito in una zona densamente popolata da tanti militari delle forze speciali della Marina, abita solo un'anziana. Le armi erano di suo marito, un esperto e collezionista che, dopo aver chiuso la sua carriera militare, si era dato a questa passione. Dopo la sua morte la donna aveva deciso di non vendere nulla. Le armi erano tutte registrare, perfettamente funzionanti, ma una pesante cassaforte non è bastata a fermare i ladri. I malviventi sono entrati nell'appartamento verso le 19, attraverso un orto, e hanno usato dei ferri che non si erano portati dietro, ma che hanno «trovato» in un ricovero attrezzi (come se sapessero che erano li), per forzare le porta finestra. Non hanno toccato nulla, hanno solo frugato in un solo cassetto per cercare la chiave, poi hanno deciso di portare via l'intera cassaforte, così com'era, in tutta la sua pesante mole.
Non hanno preso nessun altro bene di valore, neppure i fucili da caccia che completavano la collezione. La cassaforte, una sorta di grosso comodino, l'hanno trascinata dentro casa, gettata giù per le piane e poi portata, in tre, a braccia verso la strada, facendo rumore, passando attraverso il giardino di un'altra casa, facendosi anche notare da qualche abitante, sino a salire sull'auto, sembra una piccola Peugeot, che avevano posteggiato non molto distante, in piena curva con le quattro frecce accese e forse con un complice a bordo. Da qui, con il portellone posteriore mezzo sollevato perché la cassaforte era troppo ingombrante, si sono diretti verso Spezia.
Da questo strano furto si deducono diverse cose: chi lo ha commesso aveva una buona conoscenza della casa e dei suoi abitanti, sapeva dell'esistenza dell'armeria e che la donna si sarebbe allontanata da casa.
Difficile anche ipotizzare con sicurezza la tesi del furto in quanto le pistole sono diffciili da smerciare.