«Rubavano» case di lusso per affittarle

Favolose ville al mare, rigorosamente con piscina e campi da tennis, splendidi appartamenti a Cortina e a prezzi decisamente abbordabili. Peccato che gli annunci pubblicati su settimanali specializzati e su Internet fossero una truffa ben congeniata che ha permesso a due coniugi di campare per anni con quello che ormai era diventato un lavoro, facile e ben remunerativo: ottenere la caparra dai malcapitati che avevano deciso di affittare una casa di lusso per le loro vacanze e, ovviamente, rendersi irreperibili per poi acquisire una nuova identità.
La coppia, Antonello e Rosa Maria N., di 47 e 39 anni, erano già ricercati da mezza Italia dal 1999, ma anche in Francia e addirittura in Canada. L’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Francesca Nanni ha smascherato le truffe e la loro fuga si è conclusa con l’arrivo della Polizia Postale in un appartamento di Lavagna, grazie all’individuazione dello scooter in sella al quale si spostavano, dopo oltre un anno di indagini. Entrambi sono stati denunciati per truffa e associazione a delinquere, ma la donna è stata anche arrestata e accusata di ricettazione.
Il loro modo di agire era ormai consolidato e negli ultimi anni avevano racimolato un bel gruzzolo grazie a tante truffe ma di piccole entità. Al mare d’inverno e in montagna d’estate per vagliare gli appartamenti che avrebbero poi «affittato» sui giornali anche se non erano di loro proprietà. Tutti gli immobili venivano pubblicizzati per la stagione successiva.
Le loro inserzioni, su periodici di settore o su Internet, erano infatti caratterizzate da un'estrema accuratezza, sia nella descrizione della casa sia per l'ubicazione e i prezzi praticati erano estremamente allettanti. Tutto era curato in modo tale da sembrare verosimile. «La filosofia - spiegano alla Polposta - era quella di truffare molto e per piccole cifre. Accadeva così che un appartamento in una posizione invidiabile nel pieno delle festività natalizie a Cortina, a Cervinia o a Courmayeur venisse pubblicizzato a una cifra a dir poco irrisoria. Lo stesso avveniva per villette e appartamenti a meno di 100 metri dal mare a Sanremo, Chiavari, Rapallo, ma anche in Costa Azzurra, a Nizza o Antibes. Lo scorso anno avevano anche affittato appartamenti a Montecarlo durante il Gran Premio».
Insomma una truffa curata in tutti gli aspetti e tanto perfetta da rendere quasi impossibile il loro arresto.
Quando si sono visti avvicinare dagli agenti, infatti, quasi non ci credevano. «Almeno diteci come avete fatto», hanno chiesto increduli moglie e marito che negli ultimi sei anni avevano usato tutti gli accorgimenti possibili per rendersi irreperibili.
E ci erano quasi riusciti ma poi le denunce sono diventate troppe: negli anni ci sono caduti in centinaia attratti ovviamente dai prezzi convenienti. Dopo un primo contatto per telefono, sono molti quelli che non hanno esitato ad inviare la caparra, che di solito si aggirava tra i 250 ed i 300 euro, attraverso vaglia on-line o versamenti diretti su Postapay. Dopo ogni inserzione, quindi, i due coniugi, con le caparre già nelle loro tasche, si dileguavano sbarazzandosi dei telefoni cellulari e delle sim, cambiando anche identità. Nella folta schiera dei truffati anche i proprietari degli appartamenti presi in affitto dalla coppia che, nemmeno a dirlo, sparivano senza aver pagato la pigione.

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