Rubavano clienti alle banche: 5mila i truffati

«Prestito». «Mutuo». Parole chiave da digitare su un motore di ricerca. Ma bastavano anche i nomi delle principali banche o società di intermediazione finanziaria per essere inconsapevolmente indirizzati sul sito di una finanziaria ligure. È capitato a più di 90mila «internauti», e 5mila di questi hanno stipulato un contratto di prestito.
Lo hanno scoperto i militari del nucleo di polizia tributaria, sezione truffe informatiche, della Guardia di finanza, in un’inchiesta nata da una denuncia di uno dei più importanti istituti di credito italiani e coordinata dal pubblico ministero Gianluca Bragò. Con l’accusa di truffa sono state messe off line diverse pagine web, e denunciati gli amministratori di tre diverse società. Due di queste avevano fornito il software con cui ingannare gli utenti della rete, mentre la terza, la «Aliprestito» (società ligure), forniva i servizi finanziari «sottratti» illecitamente alla concorrenza.
In sostanza, attraverso il reindirizzamento, chi - navigando in internet alla ricerca di informazioni per ottenere un finanziamento - arrivava alla «Aliprestito», si trovava a contrattare o stipulare accordi con una società diversa rispetto a quella che credevano di avere interpellato. La pagina web, infatti, dava l’impressione di trovarsi nel sito di altre banche o finanziarie, pur non presentando riferimenti espliciti a queste. Secondo quanto accertato dai militari della Guardia di finanza negli ultimi quattro mesi, grazie a questo sistema fraudolento una delle società coinvolte, che fino ad allora aveva raccolto solo un limitatissimo portafoglio di clienti (circa 500), aveva ottenuto oltre 91.000 contatti, vedendosi inoltrare circa 40.000 richieste di preventivi per la stipula di finanziamenti e mutui. Cinquemila clienti, infine, avevano perfezionato il contratto.