Rubavano oro e soldi Ma il pm li proscioglie

nostro inviato all’Aquila

Va a farsi un caffè e viene arrestata per sciacallaggio. Accade anche questo nelle terre scosse dal terremoto e ora anche dalla psicosi delle persone che si aggirano per le case svuotate dal sisma a rubare gli averi lasciati incostuditi degli sfollati.
Protagonista della vicenda Elena V., 50 anni mal portati, badante, e i suoi familiari: il figlio Ionel, 29 anni, sua moglie Stefania, 31 e il fratello di quest’ultima Ian, 34. I quattro sono stati arrestati dai carabinieri, chiamati da un dipendente della Protezione civile di ronda anti-sciacalli, che aveva sorpreso Elena in una casa sgomberata di San Panfilo di Ocre, a pochi chilometri dall'Aquila. Il padrone di casa da lunedì scorso, da quando un violento terremoto ha sconvolto L’Aquila e tutta la provincia, è ospite della tendopoli allestita nel piccolo paesino. Fuori dalla casa la attendevano i tre familiari, che in auto avevano un martello, una mazza da baseball e altri attrezzi da scasso, che hanno fatto pensare a una banda di sciacalli in procinto di agire. Quello che ha fatto insospettire gli agenti è che l'uomo aveva in casa circa 100mila euro tra contanti e buoni fruttiferi, circostanza della quale la badante era a conoscenza. E secondo le accuse gli arrestati sarebbero stati trovati con denaro e gioielli che però poi sarebbero scomparsi.
In serata il processo per direttissima, annunciato peraltro poche ore prima dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine del quale però i quattro sono stati prosciolti dall'accusa di tentato furto aggravato e di ricettazione e solo il più giovane, Ionel, condannato a sei mesi e 100 euro, pena sospesa e non menzione, per possesso di armi da scasso. Il giudice del tribunale dell'Aquila - anch’esso inagibile e ospitato temporaneamente nei locali della Scuola della Guardia di finanza di Coppito - Romano Gargarella, ha accolto le richieste del pm Fabio Picuti: entrambi hanno creduto alla versione degli arrestati, secondo i quali la donna era tornata nell’abitazione per farsi un caffè e riprendersi alcuni oggetti personali prima di far ritorno in Romania.