Rubinho e Ferrari pronti a far muro nella sfida Champions con la Fiorentina

Da un parte Rubinho, dall’altra Matteo Ferrari. Sono loro a tenere banco nel giovedì lavorativo del Genoa che, in attesa del croato Juric (in campo per 90’ nell’1-2 in casa della Romania) e del serbo Jankovic (intensa e vincente due giorni contro Cipro e Ucraina), ha visto rientrare a Pegli gli altri quattro nazionali (Bocchetti, Criscito, Papastathopoulos e Vanden Borre). Anche se lo meriterebbero, Rubinho e Ferrari in nazionale non ci vanno. Nello scontro-Champions con la Fiorentina, dovrebbero essere comunque loro i perni della retroguardia rossoblù che dovrà vedersela con la coppia di bocche da fuoco viola Mutu-Gilardino, la più prolifica della Serie A. Il portiere carioca migliora infatti di giorno in giorno, prosegue il suo iter differenziato e le percentuali di un suo impiego paiono in forte ascesa; il centrale italo-guineano sembra invece non essere mai stato meglio in carriera. Dopo il 3-0 di Roma, Ferrari non si fa crucci in chiave azzurra («Il c.t. ha fatto delle scelte, io penso solo al Genoa») e vuole voltare presto pagina: «Dobbiamo ricompattarci e ripartire di slancio perché vogliamo lasciare il segno in questo campionato. L’ambiente è particolare, la tifoseria caldissima: c’è positività, c’è voglia di fare l’impresa e abbiamo le capacità per restare là davanti fino alla fine». Intanto, sorride la Primavera di Chiappino, vittoriosa ieri nella seconda giornata del «Viareggio». Superata la Lazio (1-0, gol di Scotto), ora tocca ai burkinesi del Racing Club de Bobo: domani a Cogoleto ci si gioca l’accesso agli ottavi.