Ruby, giallo sulle foto a orologeria contro il Cav Ma Bruti Liberati smentisce: "Scatti irrilevanti"

Ci sono o non ci sono, le misteriose fotografie a luci rosse scattate alle feste di Arcore? Il procuratore Bruti Liberati smentisce i rumor riportati da fonti stampa: "Agli atti ci sono solo foto irrilevanti". L'indagine in una fase difficile: la soluzione verrà trovata solo all'inizio di settimana prossima

Milano - Ci sono o non ci sono, le misteriose fotografie a luci rosse scattate durante le feste di Arcore? Dopo due giorni in cui le voci che davano per certa l'esistenza di immagini scottanti si erano intensificate, il procuratore Edmondo Bruti Liberati interviene sul tema con una dichiarazione senza sfumature: agli atti dell'indagine, dice, ci sono solo "foto irrilevanti", acquisite durante le perquisizioni a carico delle ragazze coinvolte nelle serate a casa di Silvio Berlusconi. Si tratta di fotografie che, secondo Bruti, non consentono di capire dove sono state scattate. Ma il premier, sembra di capire, non c'è.

La dichiarazione del capo della Procura milanese non esclude, ovviamente, che da qualche parte foto esistano: magari scattate con apparecchi sofisticati in uso ai servizi segreti, come ipotizzava l'altro giorno il deputato Luca Barbareschi. Ma, se esistono, non fanno parte dell'indagine.  

La precisazione sul fronte delle foto è l'occasione per Bruti per fare con la stampa il punto dell'inchiesta. Bruti conferma che l'indagine si trova davanti ad una fase procedurale complessa e difficile, per la quale una soluzione verrà trovata solo all'inizio della settimana prossima. Portare Berlusconi a giudizio immediato, come era nei piani originari della Procura, si sta rivelando molto piu' complicato del previsto. I pm stanno ragionando sull'idea di dividere il processo in tre tronconi, ma le controindicazioni di questo spezzatino sono evidenti. E una soluzione non è ancora stata trovata.

Che esista, foto a parte, un lato ancora "oscuro" dell'inchiesta, questo Bruti non lo ha escluso. Si potrebbe trattare delle telefonate di Silvio Berlusconi, che per legge non possono essere trascritte senza l'autorizzazione della Camera. Questa autorizzazione non è stata chiesta finora, ma Bruti non ha escluso ("non confermo e non smentisco, non dico assolutamente nulla") che possa venire richiesta in futuro.

L'inchiesta sul "Rubygate", ha sostenuto Bruti inoltre, è costata poco: ventiseimila euro di intercettazioni telefoniche a carico di quaranta persone, e il lavoro di un piccolo gruppo di poliziotti. Se questa inchiesta oggi pomeriggio andrà a sbattere contro il rifiuto della Camera ad autorizzare la perquisizione degli uffici milanesi di Berlusconi, la Procura ne prenderà atto senza insistere.