Ruby: "Ho detto di essere la nipote di Mubarak"

La ragazza marocchina nella memoria difensiva dei legali del premier: &quot;Quando ho conosciuto l’onorevole Berlusconi gli ho detto di essere figlia di una nota cantante egiziana e nipote del presidente Mubarak&quot;. Poi: &quot;Ho ricevuto solo delle forme di aiuto&quot;<br />

Milano - La verità che emerge dalla memoria difensiva degli avvocati del premier, Ghedini e Longo, è molto diversa dalla versione dei fatti diffusa dai media. "Quando ho conosciuto l’onorevole Berlusconi gli ho detto di essere figlia di una nota cantante egiziana e nipote del presidente Mubarak, che pure non avrebbe avuto buoni rapporti con mia madre". A confermare questa versione è la stessa Karima el Marough, nota come Ruby Rubacuori, controinterrogata dai legali del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini.

Lele Mora e Fede Sempre secondo quanto riferisce Ruby a Longo e Ghedini, la giovane marocchina avrebbe detto al Cavaliere di essere in condizione di "difficoltà per essere stata ripudiata" dalla sua famiglia di origine dopo che lei si era "convertita al cattolicesimo". Ruby riferisce anche di avere conosciuto Berlusconi il 14 febbraio del 2010. "Quel giorno - ricorda la ragazza - sono stata invitata da Lele Mora a presenziare a una cena presso l’abitazione di una persona che non mi fu indicata"." Lo stesso Mora - prosegue il racconto di Ruby - aggiunse che sarei stata accompagnata da un’auto, che sarebbe passata a prendermi presso la mia abitazione. Così accadde: l’auto si reco verso Milano 2 dove salì a bordo anche Emilio Fede. Poi proseguì". Karima riferisce quindi di avere saputo che si trattava della residenza di Berlusconi solo quando l’auto stava per entrare nel giardino della grande villa. E a dirglielo fu Emilio Fede.

Una ragazza in difficoltà "Nessuno - prosegue - nè Berlusconi nè altre persone, mi ha mai prospettato o anche solo suggerito la possibilità di ottenere denari o altre utilità in cambio di una disponibilità ad avere rapporti sessuali con Berlusconi". Da lui, sottolinea Ruby, "ho ricevuto come forma d’aiuto, vista la mia particolare situazione di difficoltà, alcune somme di denaro (nonchè qualche regalo)". 

Minetti: nessuna minorenne "Con me Berlusconi era affettuoso e corretto". Nessuno spogliarello, nessun atteggiamento dei partecipanti che potesse avere implicazioni di natura sessuale, nè figure femminili che potessero "all’evidenza" avere meno di 18 anni nelle serate ad Arcore. Ad assicurarlo è Nicole Minetti rispondendo ai legali del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini nelle contro-indagini difensive che sono state depositate oggi in giunta per le Autorizzazioni della Camera. Il consigliere regionale del Pdl in Lombardia racconta però che di spogliarelli ne avrebbe parlato Ruby con l’amica Michelle Oliveira: "Michelle mi raccontò che Rubi le aveva detto, prima di denunciarla, che in alcune occasioni era andata a cena dal presidente Berlusconi, descrivendole gli ambienti, che c’era una discoteca che veniva chiamata ’Bunga Bungà con un palo da lap dance. Mi pare anche che mi disse che in questa discoteca avvenivano spogliarelli, e di aver ricevuto somme di denaro dal presidente Berlusconi. Michelle -continua Minetti- che era molto in collera con Rubi per la denuncia che riteneva infondata, mi disse altresì che la ragazza era una bugiarda cronica e che a suo parere faceva uso di sostanze stupefacenti e che lei riteneva si prostituisse". 

Apicella: feste normali Mai visti spogliarelli o donne che avevano atteggiamenti di natura sessuale nelle feste di Arcore. È quanto ha dichiarato Mariano Apicella ai legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo hanno fatto per conoscere "le modalità di svolgimento delle riunioni conviviali tenutesi nelle abitazioni dell’onorevole Silvio Berlusconi nel corso degli anni 2009-2010, con la partecipazione di ospiti femminili". Apicella descrive le serate come "cene normalissime con familiari, imprenditori e politici e a volte anche amici" a cui partecipavano spesso «10-15» donne. Tra le partecipanti Apicella cita Maria Rosaria Rossi, Nicole Minetti, Barbara Guerra, Barbara Fagioli e "una certa Cristina di cui non so il cognome". Il musicista afferma inoltre che secondo lui gli unici minorenni presenti "alle colazioni o alle cene di famiglia" erano "i nipoti". Quanto a Ruby, prosegue "ho un vago ricordo del nome ma non del viso". Nell’interrogatorio Apicella mette a verbale che il Cavaliere non rimaneva mai solo nella discoteca di Arcore, di non aver "mai" visto nè spogliarelli "parziali o integrali" nè "scene di attività etero o omosessuale". L’atteggiamento di Berlusconi, conclude, era "normale, socievole e di dialogo". 

Yespica: "Berlusconi è come un padre" Dice di aver partecipato ad alcuni dopocena nella "sala discoteca" di Arcore, ma assicura di non aver mai visto sesso, droga o minorenni. La soubrette Aida Yespica spiega ai legali del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, quante volte è stata nella villa di San Martino, ospite di Silvio Berlusconi. La soubrette racconta di essere stata una volta ad Arcore con altre 10-15 persone, tra cui Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora ed altre ragazze di cui non conosce il nome e il cognome". Del Cavaliere dice: "Per me è una figura paterna. Con me era molto gentile, premuroso". Resta vaga su Ruby: »Potrebbe essere una ragazza di circa 25 anni che mi ha chiesto il permesso di farmi una foto con il suo telefonino".