Ruby, Maroni: "La polizia ha rispettato le regole"

Il ministro dell'Interno in aula a Palazzo Madama riferisce sul caso della 17enne marocchina fermata e rilasciata in questura a Milano nella serata del 27 maggio: "Corretto il comportamento di agenti e funzionari, applicate le procedure di legge. Come ha confermato l'autorità giudiziaria"

Roma - Nella vicenda Ruby la "polizia ha confermato doti di professionalità ed equilibrio personale e ha applicato con assoluta correttezza le procedure di legge". Lo spiega il ministro dell’Interno Roberto Maroni, riferendo in aula al Senato sul comportamento della questura di Milano nelle giornate del 27 e 28 maggio scorsi durante il fermo della 17enne marocchina.

Nessuna superficialità Nella gestione del caso Ruby "non si evidenzia nessuna modalità che possa richiamare frettolosità o superficialità" da parte della questura di Milano. "Sono state rispettate tutte le procedure previste dalle legge, dai regolamenti e dalla prassi". Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni nell’informativa in aula al Senato. La correttezza dell’operato della questura di Milano - ha aggiunto Maroni - è "stata confermata anche dall'autorità giudiziaria".

Le procedure "La polizia di Stato - ha dichiarato Maroni ricostruendo la vicenda - ha ancora una volta confermato l’equilibrio e la professionalità del proprio personale e ha applicato con assoluta correttezza tutte le procedure di legge". In base alle procedure e alle indicazioni fornite dal pm di turno del tribunale dei minorenni, ha riferito Maroni riferendosi al fermo di Ruby, accusata di aver sottratto 3mila euro e altri oggetti preziosi a una ragazza che l’aveva ospitata, "venivano svolti tutti gli accertamenti per l’identificazione" di Karima el Marhoug. Dopo la fotoregistrazione si è passati all’identificazione.

La telefonata di Berlusconi "Tutto ciò è avvenuto prima della telefonata che il capo di gabinetto ha ricevuto intorno alle 23 sul suo cellulare di servizio, da parte di uno dei responsabili del dispositivo di sicurezza del presidente del Consiglio che gli passava poi al telefono il presidente stesso. Nel corso delle telefonata il presidente ha chiesto informazioni in merito all’accompagnamento in questura di una ragazza di origine nord africana che gli sarebbe stata in precedenza segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak. Dopo circa un’ora, intorno alle 24, l’addetto alla sicurezza richiamava di nuovo sul cellulare il capo di gabinetto chiedendo ulteriori informazioni sulla vicenda". 

L'arrivo della Minetti Ruby è stata affidata dalla questura di Milano al consigliere regionale Nicole Minetti con l’ok del tribunale dei minorenni. Lo ha detto il ministro dell’Interno. La notte in cui Ruby è stata fermata, è arrivata in questura il consigliere regionale lombardo Nicole Minetti che, ha spiegato Maroni, "riferiva di conoscere la ragazza, assicurando la propria disponibilità a prendersi cura della minore. Il funzionario di turno accertava che al momento non vi erano posti disponibili nelle comunità della zona e pertanto, considerata l’avvenuta identificazione della giovane, nonché il ruolo della Minetti e il consenso della ragazza che affermava di conoscerla, sulla base delle indicazioni del pm di turno presso il tribunale dei minorenni, veniva redatto verbale di affidamento". Alle 2, ha aggiunto, "8 ore dopo essere entrata, la minore lasciava la questura insieme alla Minetti e di ciò veniva avvisato il tribunale dei minorenni con la nota di trasmissione degli atti".