Ruby, Procura: procedure affidamento corrette Ghedini: tempesta di carta, ha ragione il premier

Il procuratore di Milano: &quot;Corrette le procedure di affidamento&quot;. Il legale di Berlusconi: &quot;Il caso è chiuso, una tempesta di carta. Sarà così anche a Palermo&quot;. Il procuratore Messineo ha inviato gli atti da Palermo a Milano.<em> </em>Il racconto di Ruby: <strong><a href="/interni/ruby_procura_procedure_affidamento_corrette_inchiesta_palermo_inviati_tutti_atti_milano/atti-festini-milano-inchiesta-palermo/02-11-2010/articolo-id=484278-page=0-comments=1">&quot;Berlusconi ironizzava su Bersani&quot;</a></strong>. La ragazza non andrà ad <em>Annozero</em>

Milano - "Procedure di identificazione, fotosegnalazione e affidamento sono state correttamente eseguite e non sono previsti ulteriori accertamenti sul punto". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, riguardo a quando Ruby venne portata in Questura e poi venne rilasciata dopo qualche ora e affidata alla consigliere regionale Nicole Minetti.

Maroni: "Soddisfazione per le parole di Bruti Liberati" "Soddisfazione" è stata espressa dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per le parole del procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, sulla correttezza delle procedure per affido di Ruby. "Io - ha aggiunto il ministro a margine di una visita a Gerusalemme - sono sempre stato certo della correttezza dei miei uomini: oggi c’è l’autorevole conferma da parte della Procura che la Questura di Milano ha agito correttamente e questo sgombra il campo da tutte le illazioni fatte".

Ghedini: "Aveva ragione il premier, una tempesta di carta" "Le dichiarazioni del procuratore di Milano chiudono definitivamente ogni speculazione sulla vicenda della telefonata che quindi non ha avuto, come già detto più volte, influenza alcuna sulle autonome ed impeccabili decisioni della Questura. Giorni e giorni di articoli diffamatori vengono così posti nel nulla". Lo afferma in una nota Niccolò Ghedini, parlamentare Pdl e avvocato del premier. "Aveva ragione il Presidente Berlusconi ad affermare che si trattava di una tempesta di carta. In analogo modo - aggiunge Ghedini - terminerà anche la nuova vicenda assurda ed incredibile che proviene da Palermo". Ghedini guarda poi alle "dichiarazioni di Ruby ribadite anche oggi" che "chiudono anche tutte le illazioni su affermazioni da lei asseritamente rese e mai viste e comunque totalmente smentite". Quanto, poi, all’inchiesta di Palermo sui cosiddetti ’festinì, Ghedini sottolinea che "si tratta di dichiarazioni che, se esistenti, sono del tutto già smentite da testimonianze e da accertamenti acquisiti in passato per gli incontri a Villa Certosa che si sono sempre svolti nella massima correttezza".

Procura di Palermo "Stiamo mandando tutti gli atti istruttori relativi ai presunti festini a base di sesso e droga di cui parla oggi la stampa alla procura di Milano che, secondo quanto ci pare di capire da una prima analisi dei fatti, è competente a indagare sul caso". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo, confermando l’intenzione dell’ufficio inquirente siciliano di trasmettere al capoluogo lombardo le dichiarazioni della "pentita" Perla Genovesi e di una escort 28enne sua amica, nota come Nadia, su presunti festini a base di sesso e droga che coinvolgerebbero uomini dell’entourage di Berlusconi. "Sembra che i fatti che costituiscono reato - ha aggiunto - cioè quelli relativi al reclutamento di escort che avrebbero partecipato ai party a luci rosse siano avvenuti a Milano: da qui la competenza dei colleghi". Il procuratore ha confermato che la escort Nadia, che ha raccontato alla pentita delle feste, è stata sentita dai magistrati nei giorni scorsi ed ha ribadito quanto detto alla Genovesi. "Parlando in termini assolutamente generali - ha concluso - bisogna distinguere l’aspetto relativo alla cessione di droga legata all’uso personale, che potrebbe non costituire reato, da quello che attiene al reclutamento di prostitute. In questo caso saremmo di fronte al reato di favoreggiamento della prostituzione".

Le dichiarazione della escort Nadia Macrì, la escort "Nadia" amica di Perla Genovesi, a quanto si apprende in ambienti investigativi, avrebbe raccontato ai magistrati di Palermo di avere avuto due incontri sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di avere per questo ricevuto, ogni volta, una busta con 5000 euro come compenso. Le dichiarazioni della escort sarebbero riportate in un verbale di interrogatorio che la ragazza ha reso ai primi di ottobre ai magistrati di Palermo. Nell’interrogatorio reso ai pm, la escort è stata imprecisa nella ricostruzione temporale dei due incontri con Berlusconi, che avrebbe comunque collocato tra il 2009 e il 2010. In uno dei due Nadia Macrì avrebbe visto il premier in una sua villa a Milano: anche su questo punto la ragazza non sa dare particolari, ad esempio non ricorda se si tratti di Arcore. 

Il nuovo questore di Milano: "Ho fiducia nei pm" Rispetto e fiducia nel lavoro dell’autorità giudiziaria. Con queste parole il nuovo questore di Milano, Alessandro Marangoni, che oggi ha incontrato la stampa per la prima volta dal suo insediamento, ha commentato la questione che vede coinvolta la questura milanese per la telefonata su Ruby. "Ci sono accertamenti di indagine da parte dell’autorità giudiziaria - ha detto il questore - È un momento molto delicato". Non si sbilancia ulteriormente Marangoni sottolineando che l’indagine giudiziaria richiede "riservatezza e silenzio. Lo richiede il contesto. Da parte mia c’è grande rispetto per la magistratura, per gli uffici del pubblico ministero" che a Milano hanno una "lunga e gloriosa tradizione". "Per noi è una garanzia - ha concluso - mettere tutto nelle mani dell’autorità giudiziaria".