Ruby, lo strappo dei pm I legali del Cav: "Rinvio Troppi documenti nuovi"

Ventimila nuove pagine depositate agli atti. Longo e Ghedini chiedono di spostare il processo del 6 aprile, ma non invocano il legittimo impedimento

Milano - Ventimila pagine che si vanno ad aggiungere agli atti già acquisiti. Troppe perché possano essere lette e valutate entro il 6 aprile, quando si aprirà a Milano il processo in cui Silvio Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby. Per questo i legali del premier hanno chiesto il rinvio dell'udienza. L’avvocato Piero Longo, che insieme a Niccolò Ghedini difende Berlusconi, ha spiegato di aver inoltrato l’istanza sia al presidente del Tribunale, Livia Pomodoro, sia al presidente della quarta sezione penale del tribunale che dovrà giudicare il capo del governo.

Nessun legittimo impedimento L’istanza è stata presentata in base all’articolo 465 del codice di procedura penale in cui si stabilisce che "il presidente del Tribunale o della Corte d’assise, ricevuto il decreto che dispone il giudizio, può, con decreto, per giustificati motivi, anticipare l’udienza o differirla non più di una volta". Per il 6 aprile non è stato comunque al momento invocato alcun legittimo impedimento legato agli impegni istituzionali di Berlusconi: "si tratta solo di aver un tempo adeguato per studiare la nuova montagna di carte", ha precisato Longo. I nuovi atti depositati dai magistrati milanesi si riferiscono al troncone principale dell’inchiesta su Ruby, cioè quello appena chiuso che vede indagati Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Ora spetta al presidente Livia Pomodoro decidere, probabilmente dopo aver sentito i giudici del collegio della quarta sezione penale del Tribunale di Milano.