Ruby, in tutto 600 pagine contro il Cavaliere E Berlusconi protesta: "È tutto scandaloso"

Inviati nuovi documenti per integrare la richiesta a perquisire i domicili del
premier. Un nuovo plico di 227 nuove pagine trasmesse al presidente della
Giunta per le autorizzazioni che ha rinviato l'esame a domani mattina. Mantovano: &quot;Oltre 616 pagine, clamorosa anomalia dalla procura&quot;. <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/a.pic1?ID=502016">Ghedini: &quot;Le nuove carte? Solo un'offensiva mediatica&quot;</a></strong>

Roma - "Non ho nulla da dichiarare su quello. È tutto scandaloso". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando l’aula della Camera, risponde ai giornalisti che gli chiedono cosa pensi dei nuovi documenti inviati dalla procura di Milano alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, nuovi atti relativi sempre al cosiddetto "caso Ruby".

Blitz alla Camera Un pomeriggio di fuoco infiamma la Giunta per le autorizzazioni alla quale la procura di Milano ha inviato nuovi documenti per ottenere la perquisizione domiciliare nei confronti del presidente del Consiglio. Oltre duecento pagine che vanno ad integrare la precedente richiesta dei pm milanesi che stanno indagando nell’ambito dell’inchiesta sul caso Ruby. Dopo aver trasmesso le carte al presidente Pier Luigi Castagnetti, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha subito informato la stampa attraverso un comunicato. Un blitz che non è piaciuto alla maggioranza.

Nuove carte, nuovo rinvio E' stata riconvocata per giovedi alle 10 la Giunta per le autorizzazioni che sta esaminando la domanda di via libera alle perquisizioni domiciliari nei confronti di Berlusconi. E dopo l’arrivo della nuova documentazione Castagnetti ha ritenuto di dare ai componenti della Giunta tempo per esaminare le carte. "Penso che comunque riusciremo a chiudere domani - ha spiegato - ho dato tempo fino alla mezzanotte di oggi per consultare gli atti arrivati oggi". La consultazione, assicura il presidente della Giunta, avverrà nella massima riservatezza: verrà fatta una copia per gruppo della documentazione della Procura e ogni membro potrà prenderne visione nella Giunta stessa alla presenza di un funzionario senza la possibilità di duplicarla. Secondo quanto riferito dall’Udc Pierluigi Mantini, nelle nuove carte ci sarebbero i risultati delle perquisizioni effettuate nelle ultime settimane negli appartamenti dell’Olgettina dove vivevano le ragazze coinvolte nell’inchiesta, "Nicole Minetti e altre". Per il Pdl si tratta di "materiale indifferente", spiega Maurizio Paniz: "Non sposta di nulla le nostre considerazioni. Il Pdl non si sottrae a un esame sereno della domanda di autorizzazione, non c’è nulla da nascondere". Il relatore del caso Antonio Leone fa sapere che darà "un’occhiata veloce" alle nuove carte ma parla già di "un colpo di scena a metà" visto che comunque la posizione della maggioranza per il no all’autorizzazione non cambia.

Le accuse del Pdl a Fini Tensione in Giunta. L’arrivo della nuova documentazione trasmessa dalla procura di Milano all’organismo parlamentare è stato annunciato con un comunicato stampa della presidenza di Montecitorio. Questo ha fatto andare su tutte le furie il Pdl. Con Maurizio Paniz che ha criticato il presidente della Camera per la mancanza di "riserbo" dimostrata, visto che i componenti della Giunta hanno dovuto apprendere la notizia "dalle agenzie di stampa". Alcuni esponenti dell’opposizione, invece, accusano il Pdl e la Lega di voler fare il "blitz" votando la richiesta di autorizzazione dei pm milanesi entro oggi. Invece di domani come era previsto. Ora il nuovo incartamento rischia di rallentare le cose. E questo non va giù agli esponenti del centrodestra. "Penso sia corretto che prima di informare l’opinione pubblica si informino i membri della giunta, non è stato simpatico leggere la notizia sulle agenzie - assicura Paniz - non faccio nessuna accusa a nessuno o a Fini, constato solo un dato di fatto. Non c’è ragione per un conflitto da istituzioni, ma difendo tutti i componenti della commissione, non solo quelli del Pdl".

Nuovi documenti dai pm milanesi In seguito alle perquisizioni dello scorso 14 gennaio e di ulteriori atti di indagine nell’ambito dell’inchiesta, il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati fa sapere che "sono emersi nuovi elementi a sostegno della ipotesi che presso gli uffici di Giuseppe Spinelli si trovino atti e documenti relativi alle vicende" ipotizzate dall’accusa. Nella perquisizione eseguita lo scorso 17 gennaio a Genova nella casa che Ruby condivide con il fidanzato, gli investigatori hanno trovato appunti manoscritti dalla ragazza con l’indicazione di cifre considerevoli che avrebbe ricevuto da premier e di altre che avrebbe dovuto ricevere. Nulla di provato, tuttavia, tanto che su questi appunti sono ancora in corso accertamenti da parte degli inquirenti.

Un'anomalia da procura Se si sommano le pagine dell’integrazione inviata oggi a quelle dell’originario decreto trasmesso qualche giorno fa siamo a quota 616 pagine. Una mola che non ha precedenti. Tanto che il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, parla del "provvedimento di perquisizione più lungo della storia giudiziaria". Così commenta il nuovo materiale inviato dalla procura di Milano alla "Quello che ordinariamente è un atto di acquisizione di elementi di indagine - smaschera Mantovani - in questo caso contiene invece l’esposizione degli atti di indagine già svolti, inclusi quelli raccolti qualche giorno fa, tutti teoricamente coperti da segreto, ancora una volta diffusi senza alcun vaglio in contraddittorio al solo scopo di gettare fango". Il tutto nel silenzio assordante del presidente dell’Anm.

Il Pd cavalca la protesta Non si lascia scappare l'occasio. Il Pd cavalca la protesta e va all'attacco del premier. Lo fa con la capogruppo del Pd nella Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, Marilena Samperi, spiegando che "le nuove carte sono una pietra tombale sul tentativo dei legali del premier di edulcorare e rappresentare come normali le serate ad Arcore". "Da una prima sommaria lettura - commenta l'esponente democratico - emerge un quadro ancora più grave".

Minetti: l'1 febbraio in procura La Minetti è stata convocata per martedì 1 febbraio dalla procura. È quanto si legge nell’invito a comparire che oggi le è stato notificato nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Milano sulle feste ad Arcore, in cui è indagata per induzione e favoreggiamento della prostituzione e prostituzione minorile. "Non sappiamo ancora se la nostra assistita si presenterà - ha affermato il suo legale, Daria Pesce - decideremo nei prossimi giorni".