«Il rugby è parte della nostra vita»

Tocca a Mauro. Parliamo di rugby: un commento sulla stagione di club del prossimo anno.
«Le squadre si stanno rinforzando, sarà un Campionato duro e lungo. Il calendario è fitto, ci sono 48-50 partite su 10 mesi. Ma tutto questo darà soddisfazioni, anche perché giocare in Francia ha il suo fascino».
La Nazionale è nella top ten di rugby mondiale. Le aspettative? «L’obiettivo è quello di fare risultati positivi, di dare continuità ai risultati positivi, cercando di avere meno alti e bassi. Ci vuole lo sforzo dello staff, della Federazione, ma anche nostro. Alla fine sono i giocatori in campo a decidere la partita».
L’episodio della sua carriera che più ricorda.
«Ci sono stati tanti momenti particolari, sia nelle vittorie che nelle sconfitte. Se devo dirne uno adesso, dico la vittoria di un punto contro l’Argentina, ma forse perché è il ricordo più recente; in verità ci sarebbero, per fortuna, tanti episodi importanti da ricordare e spero che ce ne saranno ancora tanti».
Il rapporto in campo con suo fratello.
«È il rapporto tra due compagni di squadra. È ovvio che ci sia un legame più forte, è come se ci fosse un radar gps che ci permette di trovarci subito in campo. Ma, in ogni caso, siamo prima di tutto due compagni di squadra».
Segue anche il calcio? Per chi tifa?
«Seguo il calcio, sono milanista. Seguivo di più il Milan ai tempi di Gullit, allora ero più appassionato anche perché avevo più tempo per seguire le partite».