Il rugby si inventa il quarto tempo, in galera

Appena copiato dal calcio, il terzo tempo finisce subito fuori moda. Il rugby va oltre e a Treviso inventa il quarto tempo, quello che si gioca al carcere di Santa Bona dove sabato notte, due giocatori del Newport sono stati rinchiusi dopo una mischia al limite del regolamento consumata alla Fonderia, ritrovo notturno della Marca. Rhodri Gomer-Davies e il nazionale Rhys Thomas erano lì per festeggiare la vittoria contro un Benetton che in Europa di birra vincente ne ha bevuta invece poca. Anche sabato è finita male (35 a 33). Alla Fonderia festeggiano solo i gallesi. Scompare un telefonino, partono le prime accuse e i primi chiarimenti. Interviene la polizia e si scatena la rissa. Auto danneggiate, pugni che volano senza sosta. I due vengono accompagnati direttamente al carcere. Una notte in gattabuia li aiuterà a calmarsi. Sarebbero dovuti rientrare ieri tra le nebbie gallesi. E invece tra i fumi dell’alcol ripartono tutti tranne i due, con Gethin Jenkins, il loro presidente, costretto a restare per pagare il conto e assisterli nel corso del processo per direttissima che si svolgerà in mattinata. Rhys Thomas è accusato di furto. Rhodri Gomer-Davies di concorso. A entrambi sono imputate anche le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, minacce, ingiurie e danneggiamenti. Mica male per una sola notte. E dire che solo una settimana dopo essere stato portato ad esempio di sportività, il modello rugby finisce per inciampare sulla buccia di banana. Quello che è accaduto alla Fonderia trevigiana non è una eccezione. Accade spesso soprattutto quando la birra prende la mano. Doug Howlett, l’ala degli All Blacks, è finito in gattabuia a Londra dopo aver danneggiato un’auto. In quel caso la scusa per alzare il gomito era quella della clamorosa eliminazione per mano della Francia nei quarti della Coppa del Mondo. A Treviso la scusa della sconfitta non regge. I dragoni avevano vinto, staccandosi dall’ultimo posto in classifica di un girone che comunque vada non li vedrà lottare per la qualificazione. Un terremoto così per un telefonino? Almeno in questo qualche punto gli italiani sono in grado di darlo ai rugbysti gallesi. Loro le risse le fanno per le «rosse» come accadde a Massimo Giovanelli in occasione di un memorabile terzo tempo consumato dopo un match con le Fiji. In faccia prese anche qualche altro punto... di sutura. Gioco da assassini giocato da gentiluomini, si diceva un tempo. Oggi quei gentiluomini vestono in smoking, si fanno pubblicità su calendari dove l’attenzione non si posa certo sul quadricipite femorale e continuano a mandar giù l’integratore al luppolo al termine delle partite. A volte non lo reggono. E nel caso dei britannici, la mancanza è quasi da squalifica.