Rugby, torna il Sei Nazioni: l'Italia festeggia un decennale con pochi sorrisi

Si parte il 7 febbraio nel tempio inglese di Twickenham. Al Flaminio i match contro Irlanda, Galles e Francia. Il presidente federale Dondi spera in due vittorie, ma il ct Mallett è più prudente: «Serve più coraggio» E il governo vuole i mondiali del 2015

L'Italia al Sei Nazioni fa dieci. Sono tanti infatti gli anni di partecipazione dell'Italia alla massima manifestazione rugbistica italiana, che si appresta a ricominciare. Dieci anni non sempre indimenticabili, da quel 2000 pieno di speranze, con sporadici successi e qualche «cucchiaio di legno». Anche se il presidente della Fir, la federazione rugby, vede il bicchiere - rigorosamente di birra - mezzo pieno: «Ne è passata acqua sotto i ponti - dice Giancarlo Dondi - da quel vittorioso esordio contro la Scozia allo stadio Flaminio. Da allora ne abbiamo fatta di strada. Siamo partiti piccolini - ha proseguito Dondi - e via via siamo cresciuti. Magari non tanto nei risultati, ma certamente nell'immagine visto che questa disciplina è sempre più seguita». Al punto che per l'esordio degli azzurri nell'edizione 2009, nel tempio inglese di Twickenham il prossimo 7 febbraio, si calcola che sugli spalti ci saranno ben sette mila tifosi italiani. Oltre a quelli che guarderanno il match su La7, che anche quest'anno si è aggiudicata i diritti della manifestazione (ma dal 2010 andranno a Sky). Sarà come al solito lo stadio Flaminio di Roma il tempio degli azzurri nel corso della manifestazione. Nel secondo stadio romano si giocheranno gli incontri con l'Irlanda (il 15 febbraio), con il Galles (14 marzo) e Francia (21 marzo). L'Italia giocherà in trasferta anche contro la Scozia. La squadra contro la quale l'Italia ha avuto più fortuna nel corso di questi nove anni di Sei Nazioni, avendola battuta nella prima e nell'ultima partita, in questo caso grazie a un drop di Andrea Marcato all'ultimo minuto dell'ultima partita della passata edizione proprio al Flaminio. E se per Dondi l'obiettivo minimo di questa edizione sono due vittoria, «anche perché non dobbiamo dimenticare che noi italiani abbiamo il cuore più grande degli altri». Non si sbilancia invece il commissario tecnico azzurro, Nick Mallett, alla guida della Nazionale dal 2008. «Se vogliamo fare dei risultati - ha spiegato il ct - dovremo scendere in campo con maggiore coraggio e placcare e difendere con più aggressività. L'obiettivo sarà sempre quello di entrare in campo per vincere ma, per farlo, dovremo sempre giocare al 100 per cento delle nostre possibilità perché andremo ad affrontare formazioni che hanno un ranking migliore del nostro». Alla prestazione del torneo sono intervenuti anche il sottosegretario con delega allo sport Rocco Crimi, che ha annunciato l'intenzione del governo di ottenere la candidatura italiana ai mondiali del 2015, e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, per il quale «il Sei Nazioni è ormai entrato nell'immaginario collettivo di Roma e ormai non è più solo uno sport per appassionati anche perché è una disciplina molto agonistica ma anche profondamente educativa». Belle parole. Ma vincere è meglio.