Ruggeri: «Vado all’Ariston ma prima lo sfido con gli Ufo»

Il cantautore in onda martedì con «Il bivio» la butta sul thrilling

da Milano

Si può essere protagonisti a Sanremo e allo stesso tempo fargli concorrenza?
Per chi pensa di no, c'è la risposta di Enrico Ruggeri, cantautore di ieri, oggi e domani e conduttore tv imprevisto ma riuscito. Di fronte al bivio tra il festival e tutto ciò che festival non è, lui sceglie la soluzione più originale: imbocca entrambe le strade. D'altronde non è colpa sua se, da cantautore, è uno degli artisti più importanti della scena musicale italiana e, da conduttore, ha fatto centro con Il bivio. Chi non gradisce, può sempre rosicare. Alla seconda edizione, infatti, il programma di Italia 1 fatto di reality, docu-fiction e talk show sta raccogliendo uno share del 14,15 per cento: per una scommessa da seconda serata, non c'è male. Così, nel martedì di fine febbraio che dovrebbe accettare la resa senza prigionieri davanti all'esordio del Supremo Evento Baudiano, Ruggeri e la sua squadra accettano la sfida, e la buttano sul thrilling. Sarà per Il bivio - anticipato alle ore 22 subito dopo il serial Dr. House - una puntata dedicata al mistero, con l'incredibile caso del metronotte Fortunato Zanfretta, riconosciuto dagli ufologi di tutto il mondo come vittima accertata di un rapimento da parte degli alieni. In una notte d'inverno del 1978, Zanfretta fu ritrovato in stato di choc, in una strada di Genova: sottoposto a ipnosi regressiva, l'uomo confermò il rapimento e descrisse «esseri alti 3 metri con la pelle ondulata».
«Una storia inquietante ma con molti riscontri plausibili, che condizionò la vita di Zanfretta fino a fargli perdere lavoro, amici e moglie», spiega Ruggeri. Soprattutto, una storia che non mancherà di attirare un pubblico giovane, quello più disincantato su Sanremo. «Effettivamente si», è l'ammissione di Ruggeri, che però è pronto a farsi perdonare due giorni dopo, giovedì, quando sul palco dell'Ariston duetterà, nel ruolo di guest star, con Milva sulle note del brano scritto da Giorgio Faletti, The show must go on.
«Sono felice di cantare con Milva - spiega il cantautore - lei è una grande artista, un'irrequieta come me, che ha cercato strade oltre la musica, come il teatro. Ci conosciamo e stimiamo da tempo. La canzone è molto cantautorale, ha sapori di Fossati e anche miei. Giorgio Faletti ha dimostrato di saperci fare nella musica, anche se tutte le sue energie ora vanno com'è ovvio alla scrittura».