Rui Costa vince pure in bicicletta Hushovd resta in giallo anche sulle montagne

Super-BesseSul Massiccio Centrale un massiccio nordico. Ti aspetti Philip Gilbert, arriva il portoghese Rui Costa, tutto solo. Ti aspetti di vedere Cadel Evans in maglia gialla, e invece in cima alla classifica generale trovi sempre il vichingo iridato Thor Hushovd, che ieri si è superato e la maglia gialla se l'è tenuta ben stretta.
Tappa di media montagna, sul primo traguardo vero in salita, ma di medio qui al Tour non c'è nulla, qui tutto è super, soprattutto a Super-Besse. «Ho fatto davvero una cosa super - dice Thor Hushovd - e di questo devo essere orgoglioso io e la mia squadra. E' vero, l'altra sera avevo guardato la maglia come si guarda un fidanzata salire sul treno. Poi la sorpresa di averla ancora qui con me. Se la difenderò anche oggi? Certo che sì. Non sarà facile, ma io ci provo».
Scintille da Grande Boucle nel gustoso aperitivo in attesa dei Pirenei che arriveranno giovedì. A vincere è stato il ventiquattrenne portoghese Alberto Rui Costa, ultimo superstite della fuga a nove partita all'inizio della tappa. Alle sue spalle Philippe Gilbert che nel finale ha staccato di una manciata di secondi il gruppetto dei favoriti. A cercare il colpaccio è stato Alexandre Vinokourov che è scattato sulla penultima salita di giornata, lanciando Paolo Tiralongo come punto d'appoggio. Il kazako ha avuto fino ad un minuto di vantaggio sui migliori, ma nell'ultimo chilometro è letteralmente crollato quando hanno provato a stuzzicarsi i vari Contador, Evans, Cunego e compagni.
Brillante la difesa di Basso e Andy Schleck su una salita non ideale per loro. «Dovevo stare attento a non farmi sorprendere - dice Basso -. In questa corsa bisogna avere dieci occhi e cento cuori. La parola d'ordine è: concentrazione. Il vero Tour nemmeno è cominciato, ma siamo in buona posizione per poterlo iniziare». Soddisfatto anche Damiano Cunego, che ieri nel finale ha cercato un piazzamento con un bello scatto. «Ho corso per restare con i migliori, poi alla fine ho sperato di riprendere Gilbert, ma non ce l'ho fatta».
Anche ieri è comunque successo qualcosa. Ha pagato dazio Robert Gesink, che al traguardo ha perso 1'23" e ha sofferto molto anche a causa dei postumi delle cadute di cui è stato vittima nei giorni scorsi.
Oggi tappa non impossibile ma difficile, sempre nel Massiccio Centrale. Da Issoire a Saint-Flour, 208 chilometri senza un metro di pianura.