Ruini agli elettori: «Votate su famiglia e vita»

Obiettivi urgenti: grandi opere e autosufficienza energetica

Andrea Tornielli

da Roma

La Chiesa cattolica e il suo clero non si faranno coinvolgere «in alcuna scelta di schieramento politico o di partito», nel rispetto della «legittima autonomia della politica». Ma i vescovi ritengono un «dovere riproporre agli elettori e ai futuri eletti quei contenuti irrinunciabili» fondati sul primato della persona e invitare coloro che sono chiamati alle urne a «un supplemento di attenzione» sul tentativo di legalizzare le coppie di fatto e le unioni gay, l’eutanasia, la pillola abortiva. Ruini ha deplorato la recente risoluzione del Parlamento europeo, lamentando che insieme alla giusta condanna per ogni discriminazione per gli omosessuali, vi fosse anche un invito a riconoscere giuridicamente le coppie gay.
Ruini ha tenuto ieri la prolusione in apertura dei lavori del Consiglio permanente della Cei. E ha dedicato alla prossima scadenza elettorale il paragrafo finale del suo discorso. Dopo avere spiegato che i vescovi non intendono dare indicazioni di voto per uno schieramento o per qualcuno dei partiti, e avere assicurato che la Chiesa vuole «contribuire a quel rasserenamento del clima» di cui il Paese ha bisogno, il porporato ha però rivendicato la libertà di indicare alcuni valori fondamentali.
«È nostro dovere riproporre, con rispetto e chiarezza agli elettori e ai futuri eletti - ha detto Ruini - quei contenuti irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità della persona umana, da articolare nel concreto dei rapporti sociali, e sul perseguimento del bene comune prima che di pur legittimi interessi particolari».
Questi insegnamenti non sono «norme peculiari della morale cattolica», ma, come ha detto il Papa, «verità elementari che riguardano la nostra comune identità», e non si limitano ad alcune tematiche perché riguardano «ogni ambito essenziale dell’esistenza umana». «Il rilievo crescente che vanno assumendo determinate problematiche antropologiche ed etiche, anche in sede politica e legislativa - ha spiegato il cardinale - con la tendenza diffusa in molti Paesi e ben presente anche in Italia, come mostrano svariati segnali, a introdurre normative che, mentre non rispondono a effettive esigenze sociali, comprometterebbero gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale, richiede però un supplemento di attenzione a questi temi nelle scelte degli elettori e poi nell’esercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari».
È evidente che il presidente della Cei intende qui riferirsi alle proposte di legge per l’introduzione dei Pacs e della legalizzazione delle unioni omosessuali, alla pillola abortiva Ru 486 e all’eutanasia. Temi «caldi» nel dibattito di questi mesi. Pur dichiarando di non volere dare indicazioni di voto, il cardinale dunque chiede agli elettori di stare in guardia su questi temi decisivi, che rappresentano i cavalli di battaglia di alcune delle forze politiche appartenenti allo schieramento di centrosinistra.
In un altro passaggio della prolusione, Ruini ha lamentato l’eccessiva conflittualità nel dibattito politico italiano auspicando che ci si confronti sui problemi del Paese più che sulle polemiche, ha accennato alla necessità di migliorare e accelerare il funzionamento della giustizia notando il fallimento del tentativo di alleggerire le carceri con un atto di clemenza che abbreviasse i tempi di detenzione. Ha quindi citato le inchieste che hanno coinvolto «esponenti del mondo bancario e cooperativo»: «È forte l’auspicio che in questo come in altri campi i comportamenti censurabili, o comunque gravemente discutibili, trovino un freno e un limite nella coscienza delle persone prima ancora che nelle norme giuridiche e amministrative».
Ruini ha quindi parlato delle grandi opere: «Obiettivi urgenti che dovrebbero essere concretamente condivisi sono quelli della cura del territorio, del potenziamento e modernizzazione delle principali infrastrutture e della riduzione della grave dipendenza energetica del nostro Paese. Purtroppo molti episodi mostrano come sia difficile muoversi in queste direzioni». Ruini poi ha manifestato preoccupazione per la decisione dell’Iran di riaprire le centrali nucleari e, con le parole del Papa, ha ripetuto la necessità di un «disarmo nucleare».