Ruini mobilita i cattolici: "Domenica tutti all’Angelus"

Il cardinale: "La gente è vicina al Papa e la nostra iniziativa intende dare serenità. Questi giovani non hanno idea della realtà e sono fermi a 40 anni fa"

Roma - Un passo indietro. Una contestazione che vale, in un attimo, un salto di quarant’anni a quel discusso e discutibile ’68. "Li ho sentiti anche in televisione dopo l’annuncio, l’esultanza. E pensavo: questi giovani purtroppo non hanno il senso della realtà e sono fermi almeno a 40 anni fa". Il vicario di Roma, Camillo Ruini, guarda con malinconica constatazione a quel gruppuscolo di universitari che, trascinati dai docenti accademici di sinistra intellighentsia, hanno messo al bando il Papa dalla Sapienza, facendo respirare l’aria di un’epoca storica e sociale che si credeva ormai sepolta in archivio. E ora Ruini chiama a raccolta il mondo cattolico: solidarietà a Benedetto XVI, appuntamento a domenica, tutti all’Angelus. E il "suo" mondo, ma non solo quel mondo, recepisce l’invito. Anzi. Mostra di averlo fatto proprio in anticipo, se è vero che ieri, all’udienza del mercoledì, gli studenti di ispirazione non sinistrorsa erano nell’aula Nervi con cartelli eloquenti: "Se Benedetto non va alla Sapienza...".

"Invito i fedeli, ma anche tutti i romani", ha sospirato ieri Ruini mentre ancora si rammaricava dell’inutile strappo: "Andava per portare un messaggio di amicizia, oltre che un grande messaggio di cultura quale può dare un intellettuale del suo livello. Avere voluto vedere in questo un attacco alla malintesa laicità di un’istituzione, come una grande università, è veramente una cosa che non ha senso". Tuttavia il Vicario di Roma è anche ottimista nel considerare una minoranza coloro che hanno boicottato la visita del pontefice: "Tutta la gente di Roma, praticamente tutta, è molto vicina al Papa e questa iniziativa di domenica ha il senso di dare serenità a tutti. Di far sentire che nella capitale c’è un popolo solo e che questo popolo è vicino al vescovo di Roma, lo apprezza e lo ama".

Ele adesioni non sono mancate: Comunione e liberazione si sta già mobilitando per coinvolgere nell’iniziativa la maggior parte delle proprie comunità; Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano dei lavoratori, ha annunciato: "Manifesteremo entusiasmo e gratitudine al pontefice che ci mostra la strada dei valori", ma anche in campo politico sono arrivati convinti appoggi. Pier Ferdinando Casini ha aderito all’invito e sarà presente a San Pietro. Significativo il consenso di An; Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa e Andrea Ronchi hanno detto di essere stati preceduti nell’idea: "Dopo l’affronto al Santo padre avevamo proposto un gesto simbolico, recandoci in massa all’Angelus di domenica. Notiamo con piacere che l’idea è stata rilanciata dal cardinale Ruini. Saremo in tanti, senza insegne per esprimere stima e affetto e cancellare quell’onta di vergogna che professori e studenti hanno fatto calare sul Paese".

Gli stessi docenti contro i quali se la prende Forza Italia: "Aderiamo all’appello di Ruini - ha detto la coordinatrice dei giovani Beatrice Lorenzin -. L’inconcepibile gesto di intolleranza di uno sparuto gruppo di cattivi maestri trova l’opposizione della maggioranza della popolazione studentesca di Roma e d’Italia". Solidarietà al Papa è venuta da Giorgio Napolitano, che ha parlato di "sincero e vivo rammarico per le inammissibili manifestazioni di intolleranza" mentre Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, l’ha definita "una pagina nera della storia della cultura".