Ruini: «Siamo orgogliosi di don Andrea»

Roma. Il cardinale Camillo Ruini ha espresso il proprio cordoglio e quello della diocesi di Roma per la morte di don Andrea Santoro, sacerdote romano ucciso ieri in Turchia. «La Diocesi di Roma - ha detto il cardinale - pur nel grande dolore, è orgogliosa di lui e ringrazia il Signore per questa fulgida testimonianza nell'umile certezza che da essa nascerà nuova vita cristiana». Il porporato ha parlato di «un sacerdote romano, un parroco di questa diocesi, don Andrea Santoro, da vari anni in Anatolia come fidei donum (dono della fede), proditoriamente ucciso nella chiesa di Trabzon, a lui regolarmente affidata e in cui era intento a pregare».
«Tutta la Diocesi di Roma - ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) - e in particolare i sacerdoti, che amavano e stimavano profondamente don Andrea, già parroco delle parrocchie romane di Gesù di Nazareth e poi dei SS. Fabiano e Venanzio, profondamente colpiti da questa tristissima notizia, elevano al Signore intense preghiere per don Andrea, per la sua anziana madre, per le sorelle e i familiari tutti». «Con questo tragico evento si aggiunge - ha scritto Ruini - un nuovo anello alla lunga catena dei sacerdoti romani che hanno versato il proprio sangue per il Signore. Don Andrea aveva intensamente desiderato e insistentemente chiesto di poter lasciare Roma per l'Anatolia, per essere in quella terra testimone silenzioso e orante di Gesù Cristo, nel rispetto delle leggi locali». «La Diocesi di Roma - ha concluso il cardinale - pur nel grande dolore, è orgogliosa di lui e ringrazia il Signore per questa fulgida testimonianza nell'umile certezza che da essa nascerà nuova vita cristiana».
Il 2005 si è chiuso con un bilancio di sangue pesante: sono stati assassinati 27 tra vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, quasi il doppio rispetto al 2004.