RULA JEBREAL INVENTA IL «TRIBATTITO»

«Mi scusi, mi faccia parlare». «La prego, vorrei terminare». «Sia gentile, mi lasci spiegare». Contrariamente alle apparenze, le frasi citate non si riferiscono a uno dei consueti scontri dialettici tra appartenenti a schieramenti diversi in uso nei talk show politici. O meglio, il contesto è sempre quello del talk show, ma qui chi interrompe, chi si intromette continuamente nel discorso non è uno degli ospiti in opposizione a un altro, ma chi conduce l'approfondimento. Rula Jebreal, che a settimane alterne sostituisce Antonello Piroso alla guida del dibattito quotidiano all'interno di Omnibus (La 7, ore 8), è riuscita in pochissimo tempo nella non facile impresa di dare un impulso nuovo ai confronti politici. Prima di lei i partecipanti dovevano guardarsi solo dagli altri ospiti per finire un concetto senza essere interrotti, con il suo arrivo sulla scena la difficoltà diventa doppia perché l'interruzione arriva innanzitutto dalla conduttrice. Finirà che qualche partecipante più irritato di altri glielo dirà chiaramente, e sarà l'ennesimo paradosso tv: io non ho interrotto la sua domanda, lei non interrompa la mia risposta. L'abitudine invasiva della conduttrice non è frutto di malanimo e nemmeno dell'esigenza di farsi notare, in quanto il regista della trasmissione stacca di continuo le inquadrature su di lei, soffermandosi sulla sua incontestabile bella presenza che evita al telespettatore di sorbirsi troppi primi piani di Minniti, Gasparri o Giulietto Chiesa. Il fatto è che Rula Jebreal, autentica pasionaria del diritto-dovere all'aggressività giornalistica, si è convinta della necessità di far sapere ogni volta al telespettatore, attraverso puntigliose repliche e volitivi distinguo, che è informatissima e ferratissima su qualsiasi argomento in discussione, tanto da dover dire sempre la sua ancora prima di sapere come la pensano gli altri. Ne deriva un'altra particolarità del programma da lei condotto, nel quale le domande rischiano di essere più lunghe delle risposte dei partecipanti. Anche perché le risposte, prima di poter giungere all'articolazione di un concetto compiuto, subiscono quel «doppio attacco» (avversari+conduttrice) cui si faceva cenno prima. Non si sa se a guadagnarci sia l'audience, visto che l'effetto raggiunto dal «tribattito» di Omnibus è molto simile al fortunatissimo Processo di Aldo Biscardi che da anni inchioda alle poltrone gruppi di spettatori affascinati, come davanti a certi misteri della natura, dal magmatico caos primordiale osservabile in quella trasmissione. Certo è che il confronto condotto da Rula Jebreal ricorda quella pubblicità che invita all'acquisto degli apparecchi acustici: sento le voci ma non capisco le parole.