La «rumenta» manda avanti 3 ospedali

Franco Crosiglia

«L’inceneritore produce diossine? Sciocchezze. Tutte assurdità propagandate da pseudo ambientalisti e fatte proprie dai politici. Altrimenti non si spiegherebbe come mai a Napoli, dove non ci sono inceneritori e i rifiuti vengono lasciati imputridire lungo le strade, è stata individuata una novità culinaria: la mozzarella alla diossina. La verità è che l'inceneritore distrugge le diossine presenti nei rifiuti. Ma produce anche energia preziosa e a basso costo. Energia che altrimenti verrebbe prodotta col petrolio, con conseguente immissione di anidride carbonica in atmosfera».
Dopo la manifestazione di sabato scorso che ha visto sfilare per le vie di Sestri associazioni ambientaliste, cittadini e il neo assessore regionale all’ambiente Franco Zunino - tutti uniti per dire no all’inceneritore di Scarpino - Martino Bolla, ingegnere che ha collaborato alla progettazione e alla realizzazione del più grande inceneritore europeo in provincia di Brescia, si scaglia contro la disinformazione che avvolge una questione di importanza vitale: i rifiuti. «A me il termovalorizzatore non piace, non mi pare la scelta migliore- ha dichiarato Zunino -. Ma è solo la mia opinione». Su un punto invece Bolla è d'accordo con l'assessore: quando dice che la Regione non intende imporre le decisioni ai cittadini. «I cittadini devono poter decidere, ma dopo aver avuto le necessarie informazioni. È vero che bisogna aumentare la raccolta differenziata, ma bisogna tenere conto che ci sono prodotti come la plastica delle bottiglie o certi tipi di carta che se vengono recuperati inquinano più che se fossero mandati all'inceneritore. Al termovalorizzatore questi prodotti producono energia pulita che altrimenti verrebbe prodotta con conbustibili inquinanti». La questione centrale sul futuro inceneritore - termovalorizzatori vengono chiamati gli impianti di ultima generazione per mettere in risalto la loro capacità di produrre energia - riguarda il luogo in cui deve essere realizzato. La scelta è caduta su Scarpino.
Una scelta sbagliata, secondo l'ingegnere, in quanto con la realizzazione di un inceneritore capace di servire tutto il territorio regionale sotto la lanterna, al posto dell'attuale centrale della Concenter, si potrebbero produrre oltre 600 Gw di energia riducendo a un terzo la massa di fumi prodotti. Con l'acqua calda prodotta dall'impianto (che a Scarpino sarebbe inutilizzabile) si potrebbero scaldare tre ospedali agli speciali filtri a manica, l'inceneritore ridurrebbe il livello delle polveri sottili e di anidride carbonica (l'impianto farebbe risparmiare oltre 173 mila tonnellate di combustibile ogni anno).

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