Rumore all’Arco della pace, il pm chiede l’archiviazione per la Moratti

La Procura ha chiesto l’archiviazione dall’accusa di omissione di atti d’ufficio per l’ex sindaco Letizia Moratti nell’ambito di un’inchiesta sul rumore provocato dalla movida notturna nella zona dell’Arco della Pace. L’indaine condotta dal pubblico ministero Alessandra Cecchelli aveva preso il via nel luglio 2010 da un esposto dell’associazione ProArcoSempione, in cui si contestava alla Moratti di non aver adottato i provvedimenti necessari per placare l’eccesso di inquinamento acustico.
Una lunga battaglia iniziata nel 2008, quando i residenti del quartiere avevano diffidato il Comune invitandolo ad adottare entro 60 giorni provvedimenti efficaci contro il rumore. «Poiché non ci è arrivata nessuna risposta e gli assessori si rimbalzavano l’un l’altro le responsabilità - avevano poi spiegato gli esponenti dell’associazione che ha presentato denuncia - abbiamo deciso di investire la Procura della vicenda». Secondo quanto ha spiegato ieri il procuratore della Repubblica, Edmondo Bruti Liberati, in occasione della presentazione del bilancio dell’attività della procura, «già da qualche anno» il dipartimento coordinato dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato «si trova a fronteggiare un sensibile aumento» di denunce per disturbo della quiete pubblica Secondo il magistrato, «all’origine di tale incremento vi è una aumentata sensibilità dei cittadini, costituitisi in comitati di quartieri, esasperati e insofferenti alla cosiddetta movida. Il fenomeno trova fondamento in una fortissima concentrazione di pubblici locali in alcune zone della città (Navigli, Ripa Ticinese, Arco della Pace, corso Como) in cui si verificano, specie in ore notturne, situazioni di grave inosservanza di leggi e regolamenti».