Rumore, proteste contro i cantieri e chi fa le pulizie in casa di notte

Ai centralini dei ghisa 3.700 chiamate tra giugno e luglio per il fracasso. In diminuzione le lamentele contro gli schiamazzi

Stefania Malacrida

Martelli pneumatici, rombo dei pullman, stridere di tram. E poi allarmi, clacson, sirene. È la colonna sonora che fa del capoluogo lombardo una delle città a più alto inquinamento acustico del paese. Il frastuono non dà tregua nemmeno di notte, quando si accende la Milano da bere. La gente protesta. Chiama i vigili. Che prendono nota: «Rispetto al 2004 - dicono i rapporti - aumentano le segnalazioni relative ai cantieri stradali. Stazionari invece i reclami causati dagli schiamazzi notturni». Stazionari sì, ma sempre numerosissimi.
Sembra strano associare alla parola «inquinamento» una bella serata d’estate passata al bar. Eppure i dati parlano chiaro: le vittime per eccellenza del fracasso cittadino sono i residenti delle zone più gettonate da parte di chi la notte «va in vita». Da Brera a San Lorenzo e ai Navigli, è una lamentela unica. Nel mesi di giugno e luglio, il telefono della Centrale ha squillato oltre 3.700 volte per segnalare casi di rumori molesti. Di queste, ben 1.300 erano la voce esasperata di chi non riesce a dormire. Il che significa circa una ventina di chiamate al giorno. Oltre che compilare diligenti statistiche, però, c’è poco da fare. Come cogliere sul fatto chi schiamazza? Secondo il capo della Centrale operativa della Polizia Municipale Francesco Parazzini «si tratta di comportamenti difficilmente sanzionabili, perché non attribuibili a singoli ma a una sommatoria di atteggiamenti individuali, che per di più sono complicati da accertare». Insomma l’uno grida, l’altro ride, chi dorme sopra impugna la cornetta, ma quando i vigili arrivano tutto tace... «Il problema è strutturale - prosegue Parazzini -. L’ideale sarebbe realizzare un’isola destinata al divertimento, come aveva suggerito tempo fa il sindaco Albertini».
Un dilemma antico, quello della Milano by night: vivere o dormire? Tra le due, c’è persino chi pensa a usare le ore piccole per fare i mestieri di casa: dai dati della Centrale emerge che la seconda causa di protesta per i disturbi notturni sono «i rumori in abitazione», con ben quindici chiamate al giorno. «Spesso - spiegano - è il vicino che fa andare la lavatrice alle tre di notte». E qui, se escono i ghisa, la multa è assicurata.