Una ruota panoramica al parco Sempione

Sarebbe alta 70 metri con un diametro di 60. Ogni cabina è dotata di uno schermo

Anche a Milano un grande ruota panoramica. Come in tutte le più grandi città del mondo. Ce l’hanno Londra, Tokio, Amburgo, Johannesburg. Parigi ne ha addirittura due, in Place de la Concorde e al Louvre. Presto ce l’avranno Las Vegas, Malbourne, Berlino, Hong Kong, Atene, Madrid, Pechino e Shanghai. Quella famosissima di Vienna, nel parco del Prater, fu costruita addirittura nel 1896. Dall’ingegnere inglese Walter Basset, per celebrare il giubileo dell’imperatore Francesco Giuseppe I che festeggiava i cinquant’anni di regno. Oggi è diventata un simbolo della città. Come un simbolo è oggi il «London eye», la ruota sopra il Tamigi da cui si può abbracciare con lo sguardo l’intera città.
«Perché non costruirne una anche a Milano?» si è chiesto Fulvio Pelucchi. Nel pedigree una famiglia da sempre impegnata negli spettacoli e nei parchi divertimento. «Mio nonno - racconta - è stato il direttore delle Varesine, mio zio è il fondatore di Gardaland. Una tradizione che continua. E così anch’io ho pensato che sarebbe bello dare a Milano qualcosa di bello, qualcosa di nuovo. Una grande ruota dentro parco Sempione per poter ammirare dall’alto le bellezze della città». Il progetto è già stato presentato al Comune. «Gli assessori a cui l’ho fatto vedere hanno già tutti dato un giudizio postivo». Qualche perplessità c’è sulla collocazione.
«È un’ottima idea - commenta l’assessore al Commercio Roberto Predolin -. Certo bisognerà ottenere il via libera della Sovrintendenza. La proposta di collocarlo alle spalle del Castello è da valutare con attenzione. Capisco che qualche perplessità potrebbe esserci nel caso la ruota interrompa il “cannocchiale”, l’asse prospettico creato dalle architetture e che va dall’ingresso all’arco della Pace. Ma magari spostandola un po’ verso sinistra non si toccherebbe l’equilibrio armonico». Problemi assolutamente risolvibili, secondo Pelucchi. «Conosco bene attrazioni di questo tipo in molte città del mondo. Non bisogna pensare alla grande ruota come a un muro. È fatta di raggi e non impedisce assolutamente la vista. E poi è semovibile, non richiede nessun ancoraggio in cemento e perciò c’è sempre la possibilità di spostarla. E, per valorizzarla, può anche ospitare delle piccole attività commerciali. Per la mia esperienza via Gadio è un’area che sembra fatta apposta per questo tipo di attrezzatura». La soluzione? «Un referendum - propone Predolin -. Chiediamo ai milanesi se vogliono la ruota e dove la vogliono».
Il progetto è già pronto. Pensando a Londra dove le 32 capsule trasparenti ogni giorno riescono a trasportare 15mila passeggeri che, in una giornata di sole, possono spingere la vista a una distanza di 40 chilometri, fino al castello di Windsor. A Milano la ruota avrebbe un’altezza di 70 metri, un diametro di oltre 60 e potrebbe ruotare alla velocità di 2,7 chilometri all’ora.
In ogni cabina uno schermo con le immagini dell’esterno e una spiegazione in diverse lingue. Da utilizzare, assicurano gli ideatori, magari anche per i bambini delle scuole. «Daremo la possibilità ai turisti, ma anche ai milanesi e agli scolari - aggiunge Pelucchi - di vedere e fotografare la città da un nuovo punto di vista. E di scoprire un paesaggio nemmeno mai immaginato».