La ruota della storia gira per Graziosi

Miriam D’Ambrosio

«È più di un anno che lavoriamo a questo testo, dal maggio 2004, quando capii che dopo Ionesco e Beckett, dovevo arrivare ancora più vicino ai nostri giorni densi di guerra. Allora, scegliere Thomas Bernhard mi sembrò la decisione giusta». Paolo Graziosi racconta l'esigenza di portare in scena qualcosa di forte, una parola incisiva, potente, ossessiva, che fosse specchio di questi anni.
Il testo scelto dell'autore austriaco è Il teatrante, in prima nazionale stasera al Teatro Franco Parenti, nella sala di via Tertulliano (angolo via Cadolini) dove resta fino al 4 dicembre.
«Mi sembrava il testo meno “tedesco” di Bernhard, più “italiano”, più vicino a noi - continua Graziosi - uno spettacolo feroce ma anche gradevole per i suoi aspetti di commedia. È teatro nel teatro e l'autore mette in scena una compagnia sfigatissima che arriva in un posto triste, Utzbach, paesino di provincia».
Il protagonista è Bruscon, un attore, un capocomico con la sua compagnia, un uomo difficile, frustrato, che rappresenta un suo testo intitolato «La ruota della storia». Si tratta di vicende che hanno per protagonisti Napoleone, Churchill, Hitler, Madame de Stael, Einstein, ma anche «Stalin, Goethe, Schopenauer - aggiunge Graziosi che è Bruscon (e cura la regia) -: è una satira nei confronti della storia alla quale Bernhard non ha mai creduto, storia provocatrice di disastri che lui narra rivelando tutta la sua violenza anarchica e scaraventando anatemi spaventosi contro l'Austria, vista come il budello dell'Europa. Bernhard era contro l'unione dell'Europa, contro tutti i Paesi che avevano perso i loro connotati. Amava molto il Portogallo, paese al confine capace di preservare l'identità».
Definizioni eccessive, tipiche del suo teatro e di questo testo, scritto a metà degli anni Ottanta in versi e privo di punteggiatura. Un libero arbitrio totale per gli interpreti, di cui lui teneva conto e a cui offriva una grande capacità di composizione e ritmo.
Il teatro per Bernhard è il mondo, menzognero e consapevole di menzogna. E Bruscon è l'Uomo che ha fallito i sogni. «È un personaggio debordante, eccessivo, che riesce anche a fare tenerezza - chiarisce Paolo -, si porta dietro la sua famiglia, i suoi attori. Entrano in una specie di stamberga di un luogo immondo e sperduto e lì, in questo posto inadeguato, preparano lo spettacolo che va in scena la sera. Bruscon parla molto, ostenta con l'albergatore una sicurezza che non c'è, ma è un poveraccio, succube di una moglie silenziosa che tossisce soltanto. È una tosse nervosa la sua, che la dice lunga sul rapporto terribile che c'è tra loro».
In Italia questa è la seconda edizione de Il Teatrante, «la prima è stata realizzata da Marco Bernardi - ricorda Graziosi - io sono molto contento della mia compagnia, sette attori perché sette sono i personaggi, ma non ce l'avremmo fatta senza la coproduzione del Franco Parenti e del Teatro Stabile di Firenze. In questo spazio di via Tertulliano abbiamo messo su una scena insolita, sopra lo spazio canonico. Si tratta di un grande corridoio che corrisponde alla didascalia di Bernhard - spiega l'attore - Maurizio Fercioni ha organizzato la prima metà della sala con il pubblico, l'altra con la scena».
Accanto a Graziosi ci sono Elisabetta Arosio (anche aiuto regista, «l'occhio esterno», come la chiama lui), Laura Albergoni, Gabriella Manghisi, Rino Marino, Gabriella Poliziano e Marino Zerbin «che viene dal teatro dialettale lombardo ed è nato come burattinaio». Sulla scena incarneranno una «ciurma» di attori malfamati, sorpresi da un incendio prima del debutto, dal fuoco che cancella e vanifica la fatica. Senza un senso. Come il mondo, come la vita.