Rusconi entusiasta: qui c’è grande basket

Con il primo allenamento di preparazione atletica a Villa Gentile si è aperta ufficialmente la stagione della Cambiaso Risso di pallacanestro.
C’è grande curiosità per i nuovi arrivati, soprattutto per il monumento del basket italiano Stefano Rusconi, punta di diamante della campagna acquisti della società genovese.
Stefano Rusconi a Genova, che cosa ti ha spinto a sposare questo progetto?
«L'amicizia con Andreas Brignoli è stata fondamentale, mi ha fatto conoscere la famiglia Fertonani e le loro ambizioni, il feeling è nato subito di conseguenza».
Dopo tanti anni ai massimi livelli quali sono ancora gli stimoli?
«Mi diverto, faccio fatica a pensare di appendere le scarpe al chiodo finché dentro di me esiste ancora questa voglia».
Che effetto fa essere allenato da un ex compagno di squadra?
«In palestra si lavora duro e ci sono delle gerarchie, fuori dal campo Andreas è un amico e ci sono dei valori diversi ma ben distinti».
Quali sono le aspettative della stagione in una categoria così diversa?
«Non c'è niente di scontato, è chiaro che avrò gli occhi puntati addosso, ma questo fa parte della mia carriera e dai riconoscimenti avuti».
Cosa pensi di Genova città?
«Sono arrivato solo ieri, non vedo l'ora di scoprirla».
Lo sai che il tuo nome porterà molti nuovi tifosi al Palacus?
«I tifosi sono il termometro di ogni squadra e se lavori bene la gente lo capisce, Genova è sulla rampa di lancio per ospitare il grande basket».
Quale è l'avversario più forte che hai mai incontrato?
«Senza dubbio Arvydas Sabonis».
Quale è invece il palazzetto più caldo dove hai giocato?
«Pesaro, la vecchia palestra sotto la tribuna, i tifosi spostavano addirittura i canestri mentre giocavi. Erano delle vere e proprie battaglie ma anche uno dei ricordi più belli».
Che cosa pensi della nuova Nazionale Italiana targata Nba?
«E' una squadra giovane e divertente, l'Europa è cresciuta e ha colmato il gap con la Nba.
Gli atleti americani sono ancora più forti fisicamente ma tecnicamente oramai sono un passo indietro rispetto il vecchio continente».