La Russa: «Albertini? Come Maicon»

Per chi fosse a digiuno di cronache sportive, Maicon è il terzino dell’Inter gran protagonista del calciomercato e della domanda: va o non va al Real Madrid? Alla fine Maicon è rimasto all’Inter e così Gabriele Albertini al Pdl. L’allegro paragone è del coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa. «Maicon ha rinunciato alle sirene del Real Madrid, Albertini a quelle del terzo polo, con la differenza che per Albertini è stato più facile» osserva La Russa, che non intende fare parallelismi tra finiani & c. Conclusione: «Albertini ha dato uno schiaffo forte al terzo polo».
L’ex sindaco di Milano ha reso pubblico il suo no («allo stato non esistono tutte quelle condizioni che, fin dall’inizio di questo nostro dialogo e ripetutamente, vi ho rappresentato come necessarie e indispensabili») alla vigilia del voto di fiducia del 14 dicembre e questo sicuramente indebolisce le posizioni del terzo polo, perché impedisce a Fli, Udc e rutelliani di “sfruttare” popolarità e credibilità dell’ex sindaco di Milano. Ecco perché La Russa parla di «uno schiaffo forte al terzo polo».
Albertini ha indirizzato la sua lettera di rinuncia («allo stato») a Fini, Rutelli e Casini con un post scriptum: «Attendo vostre comunicazioni concernenti il “se” e il “quando” comunicare ai media la presente». Il testo della lettera però, che da ieri si può leggere sul sito internet di Gabriele Albertini, non delinea una situazione chiarissima e così i rappresentanti del terzo polo hanno preferito attendere, forse sperando di “scavallare” il 14 dicembre. Le condizioni poste da Albertini, ovvero un sostegno della sinistra alla sua candidatura, appaiono d’altra parte irrealizzabili e, almeno al momento, impossibili.
Giovedì sera, parlando a Fuori Onda, programma tv di Lombardia Channel, Albertini, ha confermato un suo interessamento a un ulteriore incarico oltre a quello di europarlamentare. «Se a lei le offrissero la presidenza dell'Edison o quella della Shell direbbe “no, non mi interessa?”. Ho fatto l'imprenditore per 23 anni non sono contrario a ruoli che mi possono interessare. Ho fatto il presidente di EdiPower qualche anno fa» ha risposto al direttore di Affaritaliani, Angelo Maria Perrino.
Albertini ha anche spiegato di non poter accettare incarichi pubblici a causa dell’incompatibilità: «Ho rifiutato la presidenza MM perché non credo sia corretto il doppio incarico di un deputato in una società pubblica. Ma se una società privata o una banca americana dovessero offrirmi una presidenza di garanzia, qualsiasi persona la accetterebbe».