La Russa gela il sindaco: «Gli esperimenti con Fini non si fanno a Milano»

Nessuna apertura ai «futuristi» di Gianfranco Fini. La proposta del sindaco Letizia Moratti che parla già da candidato sindaco non piace al coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa. «Non credo che Milano sia il luogo per un laboratorio che anticipi i rapporti con Futuro e Libertà. Se ne parlerà prima a Roma, poi semmai qui avverrà a cascata». Chiaro il no delle proposta di lady Letizia ai finiani di Milano con la richiesta di chiarezza e l’invito al dialogo. «Il mio percorso sia umano che politico - erano state le sue parole - mi vede in sintonia anche con Udc e Fli, mi auguro che Palazzo Marino possa essere un laboratorio». Di «ultimo problema che può rendere le nostre notti pensierose», parla La Russa. Minimizzando una minaccia che, invece, proprio a Milano e con le amministrative in vista, rischia di montare. Porta chiusa ai «futuristi», aperta alla Moratti. Sulla cui candidatura La Russa non ha proprio nessun dubbio. Riguardo alla possibilità di una discesa in campo di Gabriele Albertini, o con Fli o con un terzo polo, La Russa si è detto sicuro che l’europarlamentare sia «una risorsa per il Pdl» e che «porterà a termine gli impegni presi». Ma Albertini proprio ieri ha incontrato il leader dell’Api Francesco Rutelli.
Per la linea del dialogo anche Roberto Formigoni. Fini «raccolga la mano tesa» del Pdl, l’invito il giorno dopo la direzione nazionale del partito di cui fa parte. Gia a Perugia, invece, per le quarantott’ore che lanceranno il nuovo partito targato (anche nel logo) Gianfranco Fini, i «futuristi» milanesi come l’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna, Tiziana Maiolo, Barbara Ciabò e Manfredi Palmeri. Tutti pronti a ricoprire un ruolo di prestigio nel nuovo partito.