La Russa: «Giochi fatti, l’ultima parola al premier»

Dentro o fuori, potrebbe essere il giorno della verità. Dopo, le liste che usciranno oggi dall’esame del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, prenderanno la strada del tribunale, e a quel punto l’ultima parola sarà quella degli elettori. L’incontro dovrebbe essere nel tardo pomeriggio. Ristrettissimo. Con Berlusconi dovrebbero esserci il coordinatore regionale del Pdl Guido Podestà, e il candidato presidente, Roberto Formigoni.
Ieri il capo leghista Umberto Bossi si è limitato a un «nun saccio», a proposito di esclusioni o ripescaggi. Ma anche il coordinatore nazionale del Pdl, il milanese Ignazio La Russa, ha dato il suo «nulla-osta»: «Il listino è praticamente già definito e anche le liste proporzionali», ha detto a margine di un incontro a Milano, in vista del possibile vertice di Arcore. «Domani - ha detto La Russa - può darsi che Berlusconi ritenga di comunicarlo ad alcuni amici, ma a livello nazionale con Berlusconi il lavoro è già concluso. L’ultima parola spetta a lui». Ricevuto l’ok finale l’alleanza Pdl-Lega è pronta a mettere i timbri sui fogli, a cinque settimane dalle elezioni regionali (il 28 e 29 marzo si aprono le urne in Lombardia, come in altre 12 regioni). La gran parte del lavoro è stata fatta, dunque, e fra liste provinciali e listino un esercito di candidati si appresta a sostenere la battaglia elettorale, e dunque la corsa al quarto mandato del governatore uscente, Formigoni.
Proprio Formigoni ieri ha voluto dare un messaggio di distensione e sicurezza: «A un anno e mezzo dalla fondazione del Pdl - ha detto - abbiamo già vinto le elezioni europee, abbiamo vinto in molte situazioni amministrative e ci presentiamo forti e compatti alla vigilia delle regionali. In Lombardia i sondaggi ci danno in ulteriore crescita. Andrei cauto a parlare di una situazione di difficoltà nel Popolo delle Libertà».
La composizione delle liste ha richiesto molta attenzione, per un’alleanza radicatissima - quella Pdl-Lega - che aspira a superare il 60 per cento in Regione. Un supplemento di attenzione lo hanno richiesto inoltre le vicende di questi giorni. Berlusconi ha disposto chiaramente la composizione di «liste pulite», escludendo ombre di qualunque tipo sulle squadre che rappresenteranno la sua creatura, il Pdl, davanti agli elettori.
In discussione sono ancora i nomi di Gian Carlo Abelli, a Pavia, di Massimo Ponzoni a Monza e di Gianluca Rinaldin, a Como. La composizione del listino, fin qui, vede schierati sicuramente, oltre a Formigoni, il suo capogruppo Paolo Valentini. E con lui altri due uomini che provengono dall’ala forzista del movimento, l’ex assessore provinciale a Milano Doriano Riparbelli e l’ex assessore regionale all’Ambiente Marco Pagnoncelli. Le dichiarazioni di La Russa, e la sua partecipazione - oggi - all’apertura della campagna elettorale di Luca Ferrazzi, a Gallarate, sono la conferma che non dovrebbero esserci sorprese per altri tre candidati, gli ex An: il vicecapogruppo Roberto Alboni, Pietro Macconi (bergamasco) ed Enrico Mattinzoli (bresciano). Gli altri candidati sicuri sono il geometra di Macherio, Francesco Magnano, e l’ex fisioterapista del Milan, Giorgio Puricelli. Infine Nicole Minetti, igienista dentale del San Raffaele. I leghisti certi di un posto nella parte alta saranno Andrea Gibelli vicepresidente in pectore e Giulio De Capitani, presidente uscente del Consiglio regionale. Gli altri di cui si è parlato sono Luciano Bresciani (oggi assessore alla Sanità), Monica Rizzi, Cesare Bossetti e Mario Cavallin. Solo con il sacrificio di uno dei leghisti si aprirebbe uno spazio per un altro nome, indicato dal sindaco Letizia Moratti, o dall’altro coordinatore del Pdl Sandro Bondi.