La Russa: "L’Unhcr? Non volevo offendere"

Il ministro della Difesa fa marcia indietro sui toni: "Non ho nulla contro la signora Boldrini, non la conosco, non mi permetto di offenderla e se si è sentita offesa mi dispiace"

Ignazio la Russa ammette di avere usato parole dure. E sui toni, il ministro della Difesa fa anche un passo indietro. Ma sui contenuti non arretra: le critiche dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Unhcr, nei confronti della scelta del governo sui respingimenti dei clandestini non gli sono piaciute. E non fa nulla per nasconderlo. Ma all’indomani dell’attacco frontale all’Alto Commissariato e alla sua portavoce in Italia Laura Boldrini, La Russa sceglie un profilo più basso: «Io non ho niente contro la signora Boldrini, non la conosco, non mi permetto di offenderla. E se si è sentita offesa me ne dispiace», dice.

Il ministro ha parlato da Tripoli, dove ieri ha partecipato ai lavori dell’Iniziativa 5+5, un foro di cooperazione nella politica di difesa e sicurezza che ha affrontato proprio la questione del contrasto ai flussi migratori. A margine di questa riunione, il ministro è tornato sulle accuse mosse ieri all’Unhcr, definito «un organismo che non conta un fico secco finché la stampa non decide che conta». «Considero più umana l’azione che stanno svolgendo meritoriamente i nostri marinai nel riaccompagnare, come vuole la legge del mare, nel porto più vicino i migranti che vengono intercettati in acque extraterritoriali, piuttosto che sottoporli a un lungo viaggio, una lunga permanenza nei Cie per poi espellerli». La Russa non capisce come l’Alto Commissariato Onu possa avere potuto muovere rilievi a un’azione che «è esclusivamente umanitaria». «Non ho capito come si potesse immaginare un’azione non umanitaria da parte dei nostri marinai - ha detto - che stanno solo obbedendo senza coercizione alla legge del mare. Non mi è piaciuto e l’ho detto, forse con parole forti, ma lo continuo a pensare».

Ma è evidente che a 24 ore dal comizio che ha scatenato la polemica - e che ha visto alcuni esponenti dell’opposizione esprimere una chiara e inequivocabile condanna delle parole del ministro - La Russa ha scelto di percorrere la via della conciliazione. E infatti non nega una risposta a chi gli chiede se non sia il caso di organizzare un colloquio chiarificatore con Boldrini, accusata di avere un atteggiamento «disumano oppure criminale, perché vuole aiutare chi elude la legge, chi scappa una volta giunto in Italia». «Non mi sottraggo mai ai momenti di colloquio, di confronto. E d’altra parte è sempre difficile tramutare in dichiarazioni ciò che si dice in un comizio», afferma. In fin dei conti, su una cosa concordano La Russa e Boldrini: la necessità di aiutare i rifugiati a esercitare il loro diritto d’asilo. Lo sottolinea il ministro da Tripoli: «Su questo sono perfettamente d’accordo», ammette.