La Russa: l’Unione pensa solo ad abolire le pene per i recidivi

« Fu D’Alema a introdurre il rito abbreviato e le attenuanti anche per i reati più gravi. Noi invece siamo convinti che chi sbaglia deve pagare»

Anna Maria Greco

da Roma

Prima di essere parlamentare di An Ignazio La Russa è avvocato penalista e non ha intenzione di lasciare senza risposta l’accusa alla Casa delle libertà, lanciata da Francesco Rutelli e da altri esponenti della Margherita dopo la tragedia di Tommaso, di aver fatto ben poco sul fronte della sicurezza. Risponde che l’ergastolo deve essere «fino all’ultimo giorno» per i crimini efferati e propone di «sospendere» la legge Gozzini per una «profonda revisione».
Onorevole La Russa, accusano la Cdl di non aver garantito al Paese certezza della pena e severità contro il crimine: come reagisce?
«È incredibile e grottesco che dal centrosinistra arrivino queste critiche: è loro e non nostra, certo non di An, la cultura che attribuisce alla società la responsabilità dei reati e che cerca il recupero del condannato anche nei casi in cui il tentativo è solo demagogico. Fu il governo D’Alema, nel ’99, ministro della Giustizia Diliberto, ad introdurre il rito abbreviato e dunque la riduzione della pena anche per i reati puniti con l’ergastolo. Una norma che potrebbe giovare ora agli assassini del piccolo Onofri».
La Margherita sostiene di aver presentato un ddl per escludere invece questo beneficio per i reati più gravi, ma dice che non l’avete neppure discusso.
«Non ricordo nulla di tutto questo. L’opposizione può inserire un ddl al mese nell’ordine del giorno parlamentare: perché non ha usato questo diritto per aprire una discussione su questa proposta se davvero voleva? La verità è che la Margherita ha paura di spaccare la coalizione. Perché parte dei Ds, Rc, Pdci e Verdi non la farebbero passare mai. Così preferisce intorbidire le acque. Li sfido ad impegnarsi con me a farla insieme una legge così, non solo a presentare un ddl da tirar fuori quando fa comodo. In questa legislatura è stato presentato un ddl per abolire l’ergastolo, primi firmatari Pisapia (possibile ministro della Giustizia dell’Unione) e Bertinotti. E tutto lo schieramento ha proposto che le forze dell’ordine non potessero usare le armi, salvo in casi molto eccezionali».
La Cdl non ha nulla da rimproverarsi, allora?
«Noi di An abbiamo fatto tante battaglie sulla sicurezza, contro l’opposizione e anche spingendo una fetta trasversale degli alleati che frenava un po’, proprio nel timore di un’eccessiva contrapposizione con il centrosinistra e che fomentasse una rivolta nelle carceri. Sono convinto che chi sbaglia deve pagare: le pene devono essere certe e si deve intervenire sull’esecuzione, limitando la discrezionalità dei magistrati. Dunque, non va eliminata ma rivista profondamente la legge Gozzini sui benefici alternativi al carcere. Per i reati più gravi la pena di morte non è giusta, ma l’ergastolo fino all’ultimo giorno sì. E in casi efferati, come l’omicidio di Tommaso, sconti di pena non devono essere possibili».
Questo per il futuro, ma in questi 5 anni che ha fatto la Cdl?
«Molto. Ha inasprito le pene per i pedofili e per i reati contro i minori e le donne, ha fatto diventare legge il carcere duro per i mafiosi, ha approvato la legge sulla legittima difesa contro l’opposizione, come la Cirielli che nei primi 6 articoli rende più pesanti le pene per i recidivi. E l’Unione ha già detto che vuole abolirla».