La Russa lascia fuori Gatti dalla Camera

(...) Usa toni durissimi, l’ex assessore regionale. Dice che è «del tutto inaccettabile l’intenzione manifestata da La Russa di mantenere il seggio in Liguria», parla di «spregiudicatezza e mancanza di moralità politica», chiede che La Russa non faccia «carta straccia dell’accordo di un anno fa» pena «la gravissima responsabilità morale di umiliare ancora una volta gli sforzi, l’entusiasmo e le speranze non tanto del sottoscritto ma di tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione di una realtà eccezionale come quella della Spezia».
Nel secondo comunicato Gatti corregge il tiro: «Sono certo che La Russa sia uomo d’onore e che non verrà meno all’impegno che si è assunto in prima persona con me un anno fa». Sottolinea che l’accordo è ancora sul sito di An. Comunque, non rinuncia a ricordare «quanto fatto alle elezioni europee per aiutare suo fratello Romano, che grazie anche all’abbinamento col mio nome prese in Liguria oltre 10 mila preferenze». La Russa non si prende neppure la briga di alzare la voce: «Mi spiace per Gatti, ma non c’era nessun accordo e io lo dissi chiaro subito, che avrei optato per la Liguria: a fare diversamente mi vergognerei, sarebbe come tradire gli elettori liguri». Che la partita sia chiusa, la Russa lo scandisce gelido: «Il 26 aprile la direzione nazionale deciderà sulle opzioni sospese. La mia non è all’ordine del giorno». Gatti minaccia di uscire? «Sbaglia, nella vita quando pensi che non ci siano più opportunità se ne presenta subito una. Gatti è giovane e ha la mia stima, spero non voglia rovinare tutto con questo suo atteggiamento». Sono le 20.07 quando Gatti replica piccato: «Se La Russa vuol rispettare gli elettori liguri deve consentire l’elezione di due deputati del territorio. Mi sbagliavo a considerarlo un uomo d’onore e confido che questa sia una sua posizione personale e invito il presidente Fini a riflettere su questa situazione». E ieri la Corte d’appello ha proclòamato gli eletti liguri. In Forza Italia resta aperto il caso di Roberto Cassinelli, il coordinatore genovese di Forza Italia che attende la decisione di Claudio Scajola: se il ministro opterà per la Puglia, l’avvocato entrerà alla Camera. E non avrà più neppure il dubbio se esser cavaliere o meno: Gabriella Carlucci infatti è dentro indipendentemente dalla decisione di Scajola. Al massimo, Cassinelli «ruberà» il posto a Salvatore Mazzaracchio, e se ne farà certo una ragione.