La Russa: "Ora moratoria per l’Udc. E il Pdl..."

Il ministro della Difesa: "Basta corteggiamenti e chiudiamo la porta ai
transfughi o Casini non tornerà". Appello a 12 deputati per ampliare la
maggioranza. Poi avverte: "Lascerei il mio posto al governo solo per
diventare coordinatore unico del partito"

Ministro Ignazio La Russa, il panettone lo avete mangiato. La colomba?
«Sono fiducioso di mangiare anche quella. Non normale però, ma farcita di fatti concreti».

Atto di fede o aspettativa reale?
«Guardi, fosse per tirare a campare non avremmo problemi. Solo che non vogliamo resistere al governo, ma far lavorare il governo».

Mi pare di averla già sentita: maggioranza ampia o si torna alle urne.
«Sopravvivere non ci interessa. Scusi, prendo la telefonata di mia moglie sotto, resti in linea».

Ubi maior. Trenta secondi dopo.
«Eccomi. Oh, no, ora c’è Ronchi sotto. Vabbé, ma Ronchi lo lasciamo squillare. Dicevamo?».

Come la allargate sta benedetta maggioranza?
«Non con corteggiamenti ad personam».

Ma?
«Facendo appello a chi è stato eletto nel Pdl».

Ancora con gli ex An passati al Fli.
«Esclusi quelli di loro che hanno alibi più o meno alti».

I più alti?
«Prenda Gianfranco Paglia o Alessandro Ruben. Hanno un debito di riconoscenza con Fini. Paglia lo ha detto pubblicamente che votava la sfiducia al governo sperando che non cadesse».

Gli alibi meno alti?
«Gli esponenti che nel Pdl erano di terza fila e che nel Fli speravano di ritagliarsi un ruolo da protagonisti...».

Tipo?
«Adolfo Urso. Anche se in realtà s’è fatto scavalcare pure lì, si vede che è un eterno delfino, che ci posso fare. E poi ci sono quelli con la sindrome di Helsinki».

E che cos’è?
«Quella per cui ci si innamora del proprio sequestratore, come si chiama?».

Sindrome di Stoccolma.
«Il sequestratore è Fini, con le sue posizioni filo-sinistra».

E i sequestrati chi sono?
«Fabio Granata e Flavia Perina nella svolta di Fini ritrovano le loro posizioni laiciste».

Tolti questi che non le rivolgeranno mai più la parola, chi resta?
«Ci sono 12 deputati non ex di An, oggi sparpagliati in vari gruppi, dal Fli al Misto, che hanno capito che le loro aspettative non valgono la rottura del rapporto con noi. Più ex An che farebbero bene a rivedere le loro scelte. Più i radicali».

A proposito di laicismo...
«Si beh, è chiaro che i radicali non potrebbero essere organici alla maggioranza, ma su molti temi, dalla giustizia alla riforma presidenzialista, siamo in accordo da tempo».

Ex An, Responsabili, radicali... E l’Udc?
«Io socchiuderei la porta».

Uno la chiude, l’altro la apre...
«Non dobbiamo corteggiarli. Prenda i siciliani».

Quelli di Saverio Romano?
«Quelli. Sono venuti loro da noi. Con un’operazione politica, come a suo tempo Giovanardi. Chi voleva venire è già venuto sua sponte. Adesso io smetterei di accogliere i transfughi in fuga».

E perché?
«Se gli rubi i suoi, Casini è più difficile che entri organicamente in maggioranza».

Stop ai singoli in cerca di posti.
«Questo non l’ho detto io».

Lei auspica un’operazione di massa.
«Io dico che serve una moratoria verso l’Udc, in attesa di capire i reali intendimenti di Casini».

Sandro Bondi si dice disponibile a rimettere il mandato di ministro se servisse ad ampliare la maggioranza.
«Non credo sia un problema di posti, per quelli eventualmente ci si attrezza».

Sarà, ma lui fa esplicito riferimento all’Udc...
«Io credo si senta giustamente offeso da una mozione di sfiducia nei suoi confronti che è una pura vendetta politica e non fa onore all’opposizione. Ma Bondi deve restare al suo posto, è uno dei ministri migliori».

Sì, e poi magari si liberano i posti di una delle due «bambine viziate»...
«Guardi che non è vero che il premier ha pronunciato quella frase, lui ha sempre solo elogi per il governo, donne e uomini, giovani e vecchi».

Intanto però chi si lamenta sono le donne, prima Mara Carfagna, poi Stefania Prestigiacomo...
«Le ragazze hanno forte passione politica, sono desiderose di far bene, quindi hanno una particolare sensibilità agli attacchi ingiusti, e sottolineo ingiusti, e reagiscono con la passione che le contraddistingue...».

Lei ridimensiona, ma loro hanno minacciato di andarsene dal Pdl. Lei da co-coordinatore non dovrebbe preoccuparsi?
«È una crisi di crescita, non politica».

La Prestigiacomo non apprezzerà che le dia della ragazzina che deve crescere...
«Non di crescita loro, ma del governo. Ora mi si scarica la batteria del telefono, mannaggia».

Cade la linea. Passano dieci minuti. Il ministro richiama.
«Dove eravamo?».

Stavamo dicendo qualcosa di femminista sulle ministre...
«E va bene: non sono capricci. È che le ragazze hanno più voglia di fare proprio in quanto donne. Questo comunque dimostra che non ce ne stiamo al governo appiattiti per le poltrone, ma per fare ognuno il massimo».

Tornando all’Udc...
«Dovrebbe stare con noi come nel Ppe... Oh no, ma che vuole Ronchi ancora? Scusi eh, rispondo sennò pensa che non gli voglio parlare».

Trenta secondi, riecco La Russa.
«Nulla di urgente, forse voleva farmi gli auguri, lo richiamo io dopo».

Ancora vi parlate quindi?
«Con alcuni, almeno gli auguri. Con altri non ci sentiamo da un po’».

Con Fini vi siete fatti gli auguri di Natale?
«Eh, no, del resto lui è più laicista, il problema si porrà a Capodanno, ah ah».

A domanda risponda. Se il premier le dicesse che il ruolo di coordinatore Pdl è incompatibile con quello di ministro, cosa sceglierebbe?
«Mah, se sarà così vedremo. Certo in prospettiva avrebbe un senso...»

Quale prospettiva?
«Quella di avere un solo coordinatore, è un ruolo impegnativo... Sicuramente non mi farei imporre una scelta, vorrei decidere io».

Non vuol rispondere.
«Fra fare il coordinatore unico del Pdl con un potere reale e il ministro, sceglierei di fare il coordinatore, perché il partito è la mia passione. Se invece è per fare il coordinatore in condivisione con altri probabilmente no, ma ci penserò».