La Russa: "Pattuglie in giro anche di notte"

Il ministro della Difesa: "Faremo sentire la presenza dello Stato sul territorio,
l’allarme criminalità non è ingiustificato come dice la sinistra&quot;<br />

da Roma

Ministro la Russa, andrà a finire che i tanto criticati militari per le strade li vorranno i sindaci di altre città?
«Ci chiamano in tantissimi! Già adesso. Per esempio il sindaco di Giarre mi ha chiesto se posso dire al prefetto di Catania di mandare un po’ di soldati anche lì».
Domani, con l’avvio delle pattuglie miste, cosa cambierà nelle città italiane?
«Partirà un servizio di militari e forze dell’ordine che controlleranno il territorio a piedi e anche in orari notturni, come deterrenza e come antidoto a un’insicurezza avvertita».
Pattuglie di tre persone?
«Anche quattro e sei. In alcuni quartieri particolarmente degradati di Bari, per esempio, ci saranno pattuglie formate da quattro soldati e due tra poliziotti e carabinieri. I prefetti avranno libera scelta in questo, come nella definizione dei turni».
E come andranno vestiti?
«Chiariamo che questi militari addetti al controllo del territorio vestiranno in divisa ordinaria, mai in mimetica. Quindi se andranno in giro un poliziotto, un carabiniere e per esempio un militare dell’Aeronautica, il più elegantino dei tre sarà il militare dell’Aeronautica. Tra un marinaio in camicia bianca, un aviere in giacca azzurra e un carabiniere con gli alamari sulla giacca nera, forse l’idea più di forza la darà il carabiniere... I militari faranno paura a chi è malintenzionato, ai banditi, ai borseggiatori, agli stupratori serali delle donne sole, non al cittadino perbene».
Ci saranno più controlli di sera?
«Abbiamo chiesto ai prefetti che siano coperti gli orari serali. Abbiamo deciso di rispondere alla richiesta ragionevole dei cittadini di avere più sicurezza, senza considerarla una paura ingiustificata come aveva fatto la sinistra, ma dando più presenza dello Stato sul territorio».
Non ce n’era abbastanza?
«Era emerso che negli ultimi due anni gli organici erano stati decurtati in maniera incredibile. Mi auguro che in futuro il modello del pattugliamento a piedi anche in orari serali sia condotto dalle forze dell’ordine e che non servano più militari.
Volete solo lanciare un modello?
«Iniziamo con questi sei mesi per vedere di nascosto, come direbbe Jannacci, l’effetto che fa. Dopo di che, se ci sarà ancora bisogno dei militari risponderemo “Obbedisco”».
Quali armi si vedranno?
«Non a canna lunga. I militari avranno mitra e mimetica davanti alle ambasciate o ai centri di accoglienza per immigrati. Sostituiranno i poliziotti che verranno così dedicati al territorio. Chi parla in maniera ideologica di questa vicenda, su questo impiego non ha avuto nulla da obiettare. In realtà è quello che mi crea non dico più preoccupazione, ma che ho valutato con maggiore difficoltà».
Perché?
«Sento dire che i nostri soldati non sono preparati per il controllo del territorio. A parte che hanno fatto un corso specifico di quindici giorni, ma per chi è stato a Bagdad e Kabul è un gioco da ragazzi. Davanti a un’ambasciata, invece, o non succede niente o se succede qualcosa c’è qualcuno che vuole fare un attentato terroristico».
Come si sposteranno questi militari in mimetica?
«Con i Defender, le jeep militari, che potranno essere usate anche nelle città per trasportare le pattuglie nel luogo dove devono svolgere la vigilanza».
Come vi siete messi d’accordo con il sindaco Alemanno che non vuole i soldati nel centro di Roma?
«A Roma andrà il maggior numero di soldati, quasi mille, come è stato richiesto dalle autorità locali. Alemanno è preoccupato per i turisti, ma le ambasciate sono in centro, a meno che non le sposti in periferia... Le preoccupazioni delle città turistiche sono comprensibili, ma non manderemo i militari con il mitra a piazza San Marco a Venezia o in piazza del Duomo a Milano, per intenderci».
Cosa risponde ai malumori dei poliziotti?
«Alcuni sindacati di polizia sono preoccupati per una sorta di perdita del loro ruolo. Da questo punto di vista li rassicurerò. La mia idea è che se polizia e carabinieri saranno dotati di maggiori risorse e questa esperienza risultasse positiva, si potrà allargare in tutta Italia con l’utilizzo delle sole forze dell’ordine».
Crede che i cittadini daranno risposte positive?
«Vedo che tutti i sondaggi confermano un livello di approvazione del 70%. Abbiamo casi, cito ancora Bari, dove l’associazione dei commercianti ha previsto addirittura una specie di card con benefit per dare vantaggi e accoglienza ai nostri militari. Sarebbe bello se arrivassero testimonianze di gratitudine da tutte le città».