La Russa: «Prosperini è uomo onesto Incredibile il metodo del suo arresto»

«Spero col cuore che Prosperini sia libero già a Natale e possa trascorrere le feste insieme a noi e alla sua famiglia». Il primo augurio del ministro Ignazio La Russa, durante il brindisi prenatalizio con i politici milanesi e i simpatizzanti del Pdl, è rivolto all’assessore regionale Pier Gianni Prosperini, in carcere per tangenti da quattro giorni. «È sempre stato un uomo retto per tutta la vita - commenta La Russa, che ha militato con lui nelle file di Alleanza Nazionale -. Non ha mai violato la legge, nemmeno per una contravvenzione. Continuo ad avere fiducia a stima in lui e sono sicuro del fatto che potrà dimostrare la sua innocenza».
Ripensando al modo in cui Prosperini è stato arrestato (mentre era nel suo ufficio in diretta telefonica con una trasmissione su Antenna Tre), La Russa inarca le sopracciglia e chiede un po’ più di chiarezza. «È stato un arresto incredibile - commenta -. Nessuno ha accusato la magistratura e nessuno ha mai gridato al complotto. Su questa cosa comunque bisognerà fare luce, ma non sono sicuro sia dipeso dalla magistratura, anzi, penso di no. Ritengo però - ha proseguito La Russa lanciando una critica ai metodi con cui la Guardia di finanza ha arrestato l’assessore lombardo - che ci possano essere elementi tali da far cambiare l’impostazione di questo procedimento».
Nel difendere Prosperini come un «uomo tutto di un pezzo», La Russa torna a parlare della caccia alle streghe in voga da anni ma mai così attiva come in questo periodo. Frutto sì di una «campagna d’odio» che ha portato all’aggressione di Berlusconi in piazza Duomo la scorsa settimana ma che si è manifestata più e più volte. «Penso alla campagna d’odio verso i giovani di destra negli anni Settanta - fa un rapido excursus il ministro -. Penso a quella contro Fanfani, contro il presidente della Repubblica Cossiga, scatenata in epoca più recente, e quella contro il presidente Leone. Tutte partite dalla stessa parte politica». Da qui la proposta di un patto democratico «per far cessare una delegittimazione preventiva dell’avversario e verificare se c’è la possibilità di condividere le riforme che gli italiani aspettano». Voglia di tornare a fare politica con i fatti quindi. La stessa voglia che La Russa ha intuito nelle parole del premier Berlusconi, non ancora incontrato di persona dopo l’aggressione ma sentito al telefono: «L’ho trovato con la voce squillante. È tornato il Berlusconi pronto a scendere in campo, ma non so se sia lo stesso Berlusconi di prima. Cose di questo genere lasciano comunque un segno. Lui però è uno di quegli uomini capaci di trasformare in energia positiva un avvenimento sicuramente negativo».
La Russa, prima della pausa natalizia, affronta anche il tema degli equilibri tra i partiti, in vista delle regionali e delle prossime sfide elettorali. All’Udc, che non vuole l’alleanza della Lega e che potrebbe anche andare a braccetto con il Pd risponde: «Eppure a Milano quelli dell’Udc con la Lega ci stanno». Come a dire che quando ci sono di mezzo le poltrone non fanno poi tanto gli schizzinosi. «In questo momento sono al governo con la Lega - ribadisce -. Sono stati ben seduti nelle loro poltrone di assessori. E non solo a Milano ma anche in Veneto. Può darsi che ci sia una strategia di visibilità, può darsi che non li vogliamo noi in certi posti. Non tocca a me indicare a Casini con chi allearsi. Ma tocca a me, come a tutti, giudicare sulla coerenza. E i cittadini non dimenticano che Casini, quando era al governo, creava una tensione al giorno».