La russa «Raymonda» chiude il balletto del Piermarini

La stagione scaligera di danza chiude con uno degli ultimi balletti della Russia degli Zar. È l'ultracentenaria Raymonda, firmata dal coreografo Marius Petipa su musiche di Aleksandr Glazunov. Alla Scala (dall'11 ottobre al 4 novembre) vedremo la stessa Raymonda andata in scena nel 1898 e mai approdata a Milano, o almeno non secondo la versione originale e totalmente prodotta dal Corpo di ballo della Scala. È dunque una prima assoluta questo balletto ricostruito con cura amanuense attingendo a notazioni coreografiche e documenti raccolti fra Stati Uniti e Russia.
Sarà dolce naufragare nel mare di leggende medioevali abitate da contesse, cavalieri, saraceni, corti e castelli mentre incombe una Dama Bianca. Sul placo, l'intero Corpo di Ballo più settanta allievi della Scuola dell'Accademia. Oltre cinquecento i costumi, quattro cambi di scena, numerose le comparse e una orchestra in palcoscenico nel secondo e terzo atto. Due gli ospiti invitati, nei ruoli principali: la giovane contessa Raymonda e il cavaliere Jean de Brienne suo promesso sposo saranno interpretati da Olesia Novikova e Friedemann Vogel. Il primo ballerino Mick Zeni sarà Abderahman, il saraceno che insidia la giovane protagonista.