La Russa: «Vincenzi? Gioca in casa, ma non ha già vinto»

«Se le altre volte i nostri avversari erano sicuri di vincere, adesso non lo sono più. Stavolta hanno iniziato a tremare. È come una partita di calcio nella quale noi giochiamo in trasferta, ma partiamo pur sempre da zero a zero». Reduce dallo stadio, dove aveva appena assistito alla sconfitta del «suo» Catania (l'altra squadra di cui è tifoso insieme all'Inter) con la Samp, Ignazio La Russa sceglie proprio una metafora calcistica per dare la carica ai suoi candidati in vista dell'imminente tornata elettorale. Insieme all'onorevole di Alleanza nazionale, sul palco montato ai giardinetti di Quinto (particolarmente affollati due giorni fa), salgono il senatore Giorgio Bornacin, il capogruppo in Regione Gianni Plinio, quello in Comune Gianni Bernabò Brea, il candidato alla Provincia per il collegio Nervi Alberto Paganini, quello per la presidenza del municipio Levante Francescantonio Carleo e Graziella Quattrocchi, quinta capolista di An a palazzo Tursi. Nove giorni dopo Gasparri, tocca quindi a un altro colonnello di Gianfranco Fini tirare la volata alla coppia Musso-Oliveri individuata dalla Casa delle libertà per buttare giù «il torrione di potere costruito a Genova dal centro sinistra. Una fortezza nella quale può entrare solo chi abbassa la testa».
Le parole di La Russa trovano una solida sponda nell'intervento del senatore Giorgio Bornacin che il 27 e 28 maggio «ai cittadini perbene chiede una rivolta per mandare a casa la giunta di centro sinistra, anzi di sinistra centro che in questi anni si è dimenticata della città, di voi del levante, ha perso occupazione ed è riuscita a far lavorare sempre e solo gli amici degli amici. Come fanno a parlare di cambiamento quando sono sempre gli stessi a girarsi le poltrone?». Da Genova, incalza Bornacin, deve partire un segnale di svolta per tutto il Paese. «Perché se Vincenzi cade, cade anche Prodi». Ecco, forse non è il caso di parlare di spallate, perché si tratta pur sempre di elezioni amministrative, ma «una spintarella sì», quella può scaturire dal verdetto delle urne. Ne è convinto l'onorevole La Russa che paragona il premier all'autista di una macchina sospesa sul ciglio della strada. Se si muove, va giù. Quindi preferisce stare fermo e in bilico proprio come il suo precario governo. «Il governo dell'immobilismo, delle tasse, dell'insicurezza e dell'odio contro chi la pensa in maniera diversa.
Un governo sostenuto da una maggioranza di folli, anzi di... follini», celia La Russa. Che nella sua arringa appassionata non risparmia bordate neppure al sindaco Giuseppe Pericu col quale da tempo è ai ferri corti. Precisamente «dal giorno in cui Pericu si rifiutò di concedere una sala comunale per rendere omaggio a Fabrizio Quattrocchi, un figlio di Genova». Quel figlio di cui si è invece ricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la consegna di una medaglia d'oro al valor civile. «Alla nostra richiesta il primo cittadino non diede risposta, anzi fece di tutto perché fosse bocciata. Chissà che schiaffo deve essere stato per lui il nobile gesto di Giorgio Napolitano». Il discorso scivola di nuovo su temi nazionali: immigrazione, indulto, religione. La Russa ricorda quella clinica di Milano da cui recentemente sono stati rimossi i crocifissi perché «offensivi nei confronti dei musulmani. Una cosa che non sta né in cielo, né in terra». E fioccano applausi. Di consensi ne raccoglie molti anche Francescantonio Carleo, comandante dei carabinieri in pensione candidato alla presidenza del municipio Levante. L'ex maresciallo, «da 17 anni al servizio dei cittadini», punta il dito contro il governo Prodi «che parla tanto di sicurezza, ma poi taglia il 13 per cento dei fondi destinati ad essa». Mentre nel suo programma il candidato della Cdl ha già annunciato di voler reintrodurre la figura, molto rimpianta a Nervi, del carabiniere e dell'agente di quartiere.
Sicurezza, dunque, ma non solo. La gente chiede di rivedere i parchi come erano una volta. Ecco la ricetta di Alberto Paganini, candidato per la Provincia nel collegio di Quarto, Quinto, Nervi e Sant'Ilario: un ente parchi per organizzare e gestire tutte le manifestazioni, i cui proventi saranno destinati alla manutenzione dell'ex oasi di Nervi.