Dalla Russia con amore per il « Santo Mandillo»

La leggenda vuole che sia il più antico ritratto del Cristo. Tanto che fino a metà del secolo scorso i genovesi affluivano in massa alla festa di precetto di San Bertommè di Erminni perchè Il «Santo volto», più noto come «Santo Mandillo» si narra che avesse il potere di proteggere Genova dai disastri e dalle sciagure. Secondo le fonti, l’immagine di Gesù sarebbe stata consegnata da lui stesso ad Anania per portarla al re di Edessa Abgar, malato di lebbra e guarito miracolosamente dopo aver toccato il sudario. In seguito la tela venne donata ai padri della chiesa di San Bartolomeo dal futuro Doge, Leonardo Montaldo che la ricevette dall’imperatore Giovanni V Paleologo per i servigi resi contro i Turchi.
Oggi la storia è tornata d’attualità, dopo la visita di una delegazione della diocesi di Ekaterinburg (grossa città della Russia settentrionale) alla chiesa di San Bartolomeo degli Armeni fondata nel 1308 dai monaci Basiliani di Armenia. É stata la Caritas spezzina nella persona di don Martini a invitare ufficialmente padre Nicolaj Maleta, ispettore della diocesi russa e altri rappresentanti della chiesa ortodossa per accompagnarli nella visita all’icona - «Il Santo Mandillo» - che gli ortodossi credevano perduta in uno degli assedi di Bisanzio, ma che in realtà «era stata sottratta dai genovesi e da sempre conservata nella chiesa di San Bartolomeo», rivela Vinicio Ceccarini, presidente della fondazione Tori, l’ente che curato l’iniziativa insieme alla Caritas. La visita in Italia ha permesso così alla delegazione ortodossa di vedere per la prima volta la reliquia racchiusa in una cornice dorata, raro esempio di oreficeria bizantina del decimo secolo. E adesso per la chiesa ortodossa la speranza è quella di poter allestire in Russia una mostra itinerante del «Santo Mandillo», magari proprio l’anno prossimo in occasione della ricorrenza del novantesimo anniversario della morte degli zar Romanoff che vollero la costruzione di molte chiese ortodosse nel nostro Paese. Per questo chiederanno l’autorizzazione al Patriarca Alessio II.
Durante il soggiorno in Italia i rappresentanti della diocesi di Ekaterinburg si sono recati nella capitale allo scopo di incontrare la comunità ortodossa di Roma. Mercoledì scorso sono stati poi ricevuti dal portavoce nazionale di Forza Italia, l’onorevole Elisabetta Gardini che ha voluto conoscere le condizioni dei cristiani in Russia oggi e durante il regime sovietico e lo stato dei rapporti tra la chiesa cattolica e quella ortodossa. Padre Nicolaj Maleta e i suoi compagni di viaagio hanno colto l’occasione della trasferta anche per visitare San Pietro e la chiesa ortodossa vicino alla stazione Termini. Nei giorni scorsi la comitiva, composta dal vicario del vescovo della Spezia Pier Carlo Bedinelli e dal responsabile per i rapporti ecumenici Franco Vannini, si è recata a Sarzana per vedere il Crocifisso in legno di Mastro Guglilemo e a Porto Venere per visitare la «Madonna Bianca».