Russia, i ceceni rivendicano la bomba sul treno

Un gruppo islamico del Caucaso ha rivendicato l'attentato al treno Nievski Express di venerdì sera in Russia che ha
provocato 26 morti e una novantina di feriti. L'obiettivo annunciato è diffondere la <em>jihad</em> in Russia &quot;per minare la sua economia&quot;

Mosca - Un gruppo islamico del Caucaso ha rivendicato oggi su un sito l'attentato al treno Nievski Express di venerdì sera in Russia che ha provocato 26 morti e una novantina di feriti.

L'attentato al treno L'attentato al treno Nievski Express del 28 novembre scorso è stato rivendicato dal sedicente quartier generale delle forze armate dell'Emirato del Caucaso attraverso una lettera pubblicata dal sito Kavkazcenter.com, usato normalmente in passato dalla guerriglia cecena per assumersi la responsabilità delle sue azioni.

La rivendicazione dell'attacco Il gruppo, già noto, dichiara di aver condotto l'operazione nell'ambito di un programma di atti di sabotaggio pianificati all'inizio dell'anno e già mesi a segno con successo contro vari obiettivi strategici della 'Rusnya' (un modo dispregiativo di chiamare la Russia, ndr), in base agli ordini del capo dell'Emirato del Caucaso Dokka Umarov. Nel comunicato si ricorda che la scorsa primavera era stato deciso di trasferire la guerra di sabotaggio nel territorio della Rusnya, tra cui attacchi potenti alle infrastrutture degli occupanti del Caucaso. "Oggi effettuiamo operazioni di sabotaggio alle linee elettriche, ai gasdotti e agli oleodotti. Molte delle operazioni sono in fase di preparazione", annuncia il gruppo terrorista.

L'obiettivo dei ceceni L'obiettivo annunciato è diffondere la jihad in Russia "per minare la sua economia: così la Rusnya non avrà l'opportunità di usare il Caucaso come base delle sue materie prime". Nel comunicato si sottolinea che il treno che ha subito l'attentato è usato principalmente da alti dirigenti della "Rusnya" (ne sono rimasti uccisi due, ndr) e che le autorità hanno tentato di sostenere inizialmente la tesi dell'incidente. La guerriglia annuncia infine che non considererà la popolazione civile russa come suo obiettivo primario ma si riserva il diritto di condurre adeguate operazioni contro di essa finché la laeadership non cesserà di uccidere i musulmani innocenti dell'Emirato del Cacaso e finché non finiranno le attività degli "squadroni della morte".