Russia: il muezzin può chiamare i fedeli musulmani, ma a bassa voce

Un muezzin è stato condannato a pagare una multa per disturbo della quiete pubblica avendo chiamato i fedeli alla preghiera in moschea ogni giorno alle 5 di mattina in modo eccessivamente rumoroso, servendosi di un altoparlante.

Un muezzin della località di Orsk, nella regione di Orienburg (1500 km circa a sudest di Mosca) è stato condannato a pagare una multa di 500 rubli (poco più di 11 euro) per disturbo della quiete pubblica avendo chiamato i fedeli alla preghiera in moschea ogni giorno alle 5 di mattina in modo eccessivamente rumoroso, servendosi di un altoparlante. Dopo le proteste degli abitanti, riferisce il Moskovski Komsomoliets, il muezzin è stato denunciato per violazione della regola sul silenzio notturno, risalente agli anni dell'Urss e valida ancora oggi, che impone il divieto di rumori e schiamazzi tra le 23 e le 7. Il Tribunale locale tuttavia, alle luce di un ricorso presentato dal muezzin, ha deciso di annullare la multa, invitando al tempo stesso il religioso islamico a chiamare i fedeli alla preghiera «non prima delle 7 e a voce più bassa». Damir Khazrat Ghisatullin, leader spirituale dei musulmani della Russia europea, ha commentato sul giornale la vicenda affermando che ogni musulmano deve pregare cinque volte al giorno, con la prima preghiera che va fatta prima dell'alba. «Noi ci rendiamo conto dei problemi che ciò crea, ma ogni imam deve rispettare gli impegni assunti difronte ad Allah», ha detto Ghisatullin.