Russia, secondo reporter ucciso nel Caucaso La polizia: "Aggredito"

Nel Daghestan il giornalista Abdulla Alishayev morto per
le ferite riportate in un’aggressione avvenuta nella notte

Makhachkala - La serie di attacchi, spesso mortali, ai danni dei giornalisti d’opposizione in Russia e nella parte nord del Caucaso, continua. Un importante giornalista in Daghestan, regione russa nel nord del Caucaso, è morto oggi per le ferite riportate in un’aggressione avvenuta nella notte. Secondo le forze dell'ordine, Abdulla Alishayev, è stato attaccato da un gruppo di uomini non identificati ieri sera. E’ il secondo giornalista ad essere ucciso da domenica nella turbolenta regione caucasica.

Continuano gli omicidi Le agenzie di stampa internazionali riportano oggi l’assassinio di un importante giornalista del Daghestan, Abdulla Alishayev, ucciso con due colpi di pistola, e l’aggressione a un altro giornalista, Miloslav Bitokov. Due vicende che si vanno ad aggiungere alla morte di Magomed Yevloyev, fondatore di un sito web molto critico nei confronti dell’amministrazione della repubblica russa d’Inguscezia (Ingushetiya.ru), che secondo le autorità ingusce sarebbe molto in un incidente mentre si trovava a bordo di un’auto della polizia.

La ricostruzione dell'omicidio Il giornalista del Daghestan, secondo le ricostruzioni fatte dalla polizia di Makhachkala e riportate da Interfax, è morto in ospedale oggi, dopo il ricovero e l’intervento chirurgico di ieri. Alishayev "è morto alle cinque di questa mattina", ha reso noto la polizia. Due uomini armati gli hanno sparato prima alla spalla e poi alla testa mentre si trovava in auto alle 18,30 del pomeriggio di ieri (ora locale), "è stato operato, ma i medici non sono riusciti a salvargli la vita", hanno aggiunto le autorità di polizia.

Alishayev all'opposizione Alishayev era noto per essere una delle voci dell’opposizione al movimento islamico del Wahhabismo (un’ala dell’islam fondata da Muhammad ibn Abd al - Wahhab). Era stato autore e ospite in molte trasmissioni televisive ed era uno degli ideatori del documentario "Common Wahhabism". Dell’aggressione a Bikotov, giornalista d’opposizione attaccato nel Nord del Caucaso, si sa soltanto che è stato picchiato brutalmente da tre uomini, ma è rimasto vivo.

L'Osce lancia l'allarme Intanto l’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce) ha lanciato l’allarme su questa serie di violenze sottolienando che la morte di Yevloyev in Russia solleva dubbi su un possibile "assassinio" accuratamente "orchestrato" da parte delle autorità ingusce. L’Osce, infatti, non è convinta della versione ufficiale secondo cui il blogger sarebbe deceduto in un incidente, mentre si trovava a bordo di un’auto della polizia che lo portava in commissariato, dopo essere stato fermato all’aeroporto di Nazran, principale città dell’Inguscezia, mentre scendeva da un aereo su cui viaggiava anche il presidente inguscio Murat Zyazikov.